“La Pianura Padana sarà devastata da alluvioni catastrofiche”: l’allarme del geologo su MeteoWeb, ma gli amministratori che fanno?

Esondazioni, frane, due morti, strade chiuse e allagamenti: quello che arriva dal Nord Italia è un bollettino di guerra, ma i geologi ci avevano avvisati

Esondazioni, frane, due morti, strade chiuse e allagamenti. E’ un bollettino di guerra quello che arriva dal nord Italia e in particolare da Piemonte, Liguria e Lombardia, regioni per le quali ieri la Protezione Civile aveva emanato l’allerta meteo. Sono fenomeni naturali – si potrebbe affermare senza nascondere una certa vena fatalista – che possiamo farci noi? Che potere abbiamo noi poveri esseri umani?

Chiaro che non abbiamo super poteri, e dunque impedire che i fenomeni atmosferici si scaglino violentemente contro il nostro Paese è impossibile, ma qualcosa possiamo fare, eccome se possiamo farla! E soprattutto possono farla gli amministratori pubblici. E’ da decenni che geologi, meteorologi, climatologi e altri esperti ci stanno avvisando, ci stanno fornendo tanti campanelli d’allarme che noi non dovremmo fare altro che ascoltare. Eppure siamo ciechi, sordi e incapaci di fronte al voler comprendere i rischi che corriamo. Questo è uno di quei casi in cui prevenire è l’unica soluzione, perché curare è quasi impossibile.

Il rischio idrogeologico in Italia è noto e, checché se ne dica, è uno dei più grandi problemi che affliggono il nostro Paese, eppure le politiche mirate in tal senso sono sempre labili, insufficienti, scarse se non addirittura inesistenti. Da tempo su MeteoWeb, con il supporto di esperti e studiosi, abbiamo condotto inchieste, fatto ricerche e denunce della disastrosa e inadeguata preparazione dei nostri comuni – grandi o piccoli che siano – di fronte ad eventi come quelli che si stanno verificando in queste ore.

Una delle tante interviste in merito risale al 6 settembre scorso, quando il geologo Antonio Moretti ci disse: “Dobbiamo accettare che il nostro Paese è periodicamente soggetto a varie catastrofi naturali che hanno colpito, e colpiranno nuovamente, il nostro giovane Appennino e le regioni adiacentiParleremo quindi di terremoti, ma gli stessi ragionamenti valgono anche per altri eventi spiacevoli che possono colpire la nostra società, naturali e non”.

“Il Terremoto tornerà, tornerà la Guerra, il Vesuvio esploderà e la Pianura Padana sarà nuovamente devastata da alluvioni catastrofiche. Forse con il progredire delle conoscenze e della tecnica sarà possibile avere indicazioni ed allarmi con un certo anticipo, ma se nel frattempo non ci saremo preparati sarà completamente inutile. Quando arriverà saremo soli”, aveva concluso l’esperto. Per approfondire leggi l’intero articolo:

“Il terremoto tornerà, il Vesuvio esploderà e la Pianura Padana sarà devastata da alluvioni catastrofiche”: il geologo lancia l’allarme

Perché è semplice, per chi amministra un ente pubblico, chiedere aiuto dopo, a danno fatto. Meno facile, ma molto più proficuo, è correre ai ripari prima mettendo in sicurezza le zone critiche in ‘tempo di pace’, ovvero prima che si verificano disastri ambientali come quello che sta colpendo il nord Italia. La politica non può e non deve prescindere dalla scienza, ovvero da tutti quegli esperti che hanno contezza di quali siano i problemi e le criticità, e soprattutto sanno come poterli risolvere prima che i morti e le alluvioni diventino incontrollabili.