Prima di Greta Thunberg, c’era Severn Cullis-Suzuki: chi era la “bambina che zittì il mondo per 6 minuti”

Era il 1992 e Severn Cullis-Suzuki all’Earth Summit a Rio de Janeiro ha ammonito i leader mondiali sulla loro mancata azione sulle questioni ambientali

Quasi 30 anni fa, prima dell’ascesa dell’attivista svedese Greta Thunberg, un’altra giovane ragazza ha preso la parola alle Nazioni Unite per ammonire i leader mondiali sulla loro mancata azione sulle questioni ambientali. Era il 1992 e Severn Cullis-Suzuki, figlia dell’ambientalista canadese David Suzuki, stava parlando all’Earth Summit a Rio de Janeiro. Severn, insieme agli altri membri di un piccolo gruppo che lei aveva fondato, chiamato Environmental Children’s Organisation (ECO), aveva raccolto il denaro “per viaggiare per 5.000 miglia per dire a voi adulti che dovete cambiare il vostro modo di agire”.

Nonostante non abbia parlato di cambiamenti climatici, Severn ha toccato temi molto simili a quelli affrontati dalla 16enne Greta, che qualche giorno fa nel suo discorso alle Nazioni Unite, ha accusato i leader mondiali di avere rubato i suoi sogni e la sua infanzia: “Come osate?”. Il video del famoso discorso di Severn è diventato virale dopo essere stato caricato su YouTube nel 2008 con il titolo: “La ragazza che zittì il mondo per 6 minuti”. Da allora, il video ha raccolto quasi 32 milioni di visualizzazioni. Ecco cosa ha detto:

severn cullis suzukiSono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO (Environmental Children’s Organisation). Siamo un gruppo di 12enni e 13enni che cercano di fare la differenza. Abbiamo raccolto il denaro per venire qui, per viaggiare per 5.000 miglia per dire a voi adulti che dovete cambiare il vostro modo di agire. Venendo qui oggi non ho un programma nascosto. Sto combattendo per il mio futuro. Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o qualche punto sul mercato azionario. Sono qui per parlare a nome di tutte le generazioni future. Sono qui per parlare a nome dei bambini affamati del mondo i cui pianti rimangono inascoltati. Sono qui per parlare degli innumerevoli animali che muoiono su questo pianeta perché non hanno più alcun posto in cui andare”.

 

“Ho paura di andare fuori al sole a causa del buco nell’ozono. Ho paura di respirare l’aria perché non so quali sostanze chimiche contiene. Andavo a pescare a Vancouver, la mia città, con mio padre, ma solo alcuni anni fa, abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo parlare di animali e piante che si stanno estinguendo, che ogni giorno svaniscono per sempre. Nella mia vita, ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici, giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle. Ma ora mi chiedo se esisteranno affinché i miei figli possano vederli. Dovevate preoccuparvi di queste cose quando avevate la mia età? Tutto questo sta accadendo davanti ai nostri occhi e ancora agiamo come se avessimo tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni”.

 

cambiamenti climatici siccità mondo“Sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma voglio che vi rendiate conto che non ce le avete neanche voi. Non sapete come riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come riportare i salmoni in un fiume inquinato, non sapete come riportare in vita un animale ora estinto e non potete riportare la foresta che un tempo cresceva dove ora c’è deserto. Se non sapete come riparare tutto questo, per favore smettete di distruggerlo. Qui potete essere delegati dei vostri governi, uomini d’affari, organizzatori, reporter o politici, ma in verità siete madri e padri, sorelle e fratelli, zie e zii e tutti voi siete figli. Sono solo una bambina ma so che siamo tutti parte di una famiglia, di 5 miliardi di persone. Di fatto, siamo 30 milioni di specie. E confini e governi non cambieranno mai questo”.

 

“Sono solo una bambina ma so che ci siamo dentro tutti insieme e che dovremmo agire come un unico mondo verso un unico obiettivo. Nella mia rabbia, non sono cieca, e nella mia paura, non ho paura di dire al mondo cosa provo. Nel mio Paese, produciamo così tanti rifiuti, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via e ancora i Paesi settentrionali non condividono con i bisognosi. Anche quando abbiamo più del necessario, abbiamo paura di lasciare andare parte della nostra ricchezza. In Canada, viviamo una vita privilegiata con cibo in abbondanza, acqua e riparo. Abbiamo orologi, biciclette, computer e televisori, la lista potrebbe continuare per due giorni. Due giorni fa in Brasile, eravamo scioccati quando abbiamo passato del tempo con alcuni bambini che vivono per strada. Ecco cosa ci ha detto un bambino: “Vorrei essere ricco. E se lo fossi, darei a tutti i bambini della strada cibo, vestiti, medicine, riparo e affetto”. Se un bambino della strada che non ha niente è disponibile a condividere, perché noi che abbiamo tutti siamo così avidi?”.

 

malnutrizione“Non riesco a smettere di pensare che questi sono bambini della mia età, che fa una tremenda differenza il luogo in cui si nasce, che io potrei essere uno di quei bambini che vivono nelle favelas di Rio, io potrei essere un bambino che muore di fame in Somalia o una vittima della guerra in Medio Oriente o una mendicante in India. Sono solo una bambina ma so che se tutto il denaro speso per la guerra fosse speso per trovare risposte ambientali, per mettere fine alla povertà e per siglare accordi, che posto meraviglioso sarebbe questa Terra. A scuola, persino all’asilo, ci insegnate come comportarci nel mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, risolvere i problemi, rispettare gli altri, mettere a posto le cose, non far male ad altre creature, condividere, non essere avari. Allora perché poi uscite e fate le cose che ci dite di non fare? Non dimenticate perché state partecipando a queste conferenze, per chi lo state facendo. Siamo i vostri figli. State decidendo in quale tipo di mondo cresceremo”.

 

“I genitori dovrebbero poter consolare i loro figli, dicendo: “Andrà tutto bene, non è la fine del mondo e stiamo facendo del nostro meglio”. Ma io non credo che possiate più dirci questo. Siamo davvero nella vostra lista delle priorità? Mio padre dice sempre: “Siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo”. Beh, quello che fate mi fa piangere la notte. Voi adulti dite di amarci, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate in modo che le vostre azioni riflettano le vostre parole. Grazie”.

Severn Cullis-Suzuki, che fine ha fatto la Greta del 1992?

Severn dopo Rio

severn cullis suzukiDa allora, Severn ha continuato a sostenere la giustizia intergenerazionale, parlando alle platee del mondo sulla necessità di tornare ai nostri più profondi valori umani e sull’azione pensata per il futuro quando si tratta di sostenibilità ambientale. Da adolescente, è stata nominata per la Earth Charter Commission per contribuire a produrre un’universale serie di direttive per la condotta umana nel rispetto del pianeta. Questa Carta ha guadagnato terreno nelle comunità e nei Paesi del mondo e oggi Cullis-Suzuki è ancora un membro del consiglio di Earth Charter International. Per il suo discorso a Rio, ha ricevuto il Global 500 Roll of Honour dal Programma dell’ONU per l’Ambiente.

Nel 2000, Severn ha guidato Powershift 2000, un viaggio in bicicletta nel Canada per la consapevolezza dei cambiamenti climatici e della qualità dell’aria e per il riconoscimento del giuramento di responsabilità, che ha portato al World Summit on Sustainable Development di Johannesburg nel 2002. È stata anche una speciale assistente della Segreteria Generale. 10 anni dopo, Severn è tornata a Rio per la conferenza ONU Rio+20.

Cullis-Suzuki ha pubblicato diversi libri, come “Il giorno in cui cambierai il mondo”, ed è una delle autrici ed editrici del libro “Note dei giovani attivisti del Canada”. Ha anche collaborato con registi di diversi documentari, come “Severn: La voce dei nostri bambini” di Paul Jaud e ha condotto lo show televisivo “NatureQuest di Suzuki” e la serie televisiva incentrata sull’acqua “Samaqan: Water Stories” per quattro stagioni sulla rete televisiva popolare canadese (APTN). Severn è membro dell’Action Canada, è stata un membro del consiglio della David Suzuki Foundation per 14 anni e uno dei membri fondatori della Haida Gwaii Higher Education Society.

severn cullis suzukiSevern ora ha 39 anni ed è ancora un’ambientalista. Ora descrive i cambiamenti climatici come “l’ultimo esempio di un crimine internazionale” e sostiene Greta, il cui sciopero da una solitaria protesta è diventato un movimento globale nell’arco di un anno. “Il mio cuore è così pieno. I giovani stanno mostrando al mondo come agire. Chiedete una trasformazione ora. Cambiamento umano, non cambiamento climatico”, ha scritto sui social qualche giorno fa.