Alta marea a Venezia, il Sindaco Brugnaro: “Un miliardo di danni, serve subito il Mose”

Per il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro i danni dell'innalzamento delle maree degli ultimi giorni in città sia aggirano già "attorno al miliardo di euro"

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Per il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro i danni dell’innalzamento delle maree degli ultimi giorni in città sia aggirano già “attorno al miliardo di euro” e quando tutto si ‘asciugherà’, allora “si potranno capire con precisione i danni arrecati dall’acqua salsa alle abitazioni, alle imprese, ai negozi, al patrimonio culturale e artistico”. In una intervista al Messaggero, Brugnaro aggiunge anche che “ci sarà un primo stanziamento di 20 milioni di euro per gestire l’emergenza e far ripartire la funzionalità della città”, che sono le cabine elettriche, i pontili, i pontoni. “E se non dovessero bastare – prosegue – sia il premier Giuseppe Conte che il ministro Paola De Micheli e il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli mi hanno promesso ulteriori stanziamenti”.

Nei prossimi giorni verranno date tutte le indicazioni specifiche del caso su come poter attingere ai finanziamenti che verranno stanziati, anche se il Sindaco dice gia’ di poter anticipare che “ci saranno due procedure, una più snella, una autocertificazione asseverata per contributi fino a 5 mila euro per le famiglie e fino a 20 mila per le imprese”. “E una per danni più ingenti con copertura fino al 70%”, specifica.

Quanto al fatto che la tragedia di questi giorni e di queste ore potesse essere evitata facendo entrare in funzione il Mose, anche se non è ancora collaudato, Bugnaro conferma che “certo, sarebbe servito” e al quotidiano che chiede perché non si è approfittato dell’occasione per fare una prova, il Sindaco ribatte: “A me lo chiedete? Io non so nulla del Mose, quello che so Io leggo sui giornali. Il Comune è stato totalmente estromesso dalle dighe mobili”. Poi il sindaco aggiunge che “vogliamo che il Mose sia completato e vogliamo partecipare, sapere, essere informati. Voglio, non dico una data precisa della fine dei lavori, ma almeno un cronoprogramma.”