Non solo glifosato, arriva la frutta cancerogena: valori di Imazalil al vaglio Ue

Non bastavano gli alimenti al glifosato: arriva adesso la frutta cancerogena. L'allerta giunge direttamente dall'Unione Europea e riguarda l'Imazalil

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Non erano sufficienti gli alimenti al glifosato: arriva adesso la frutta cancerogena. L’allerta giunge direttamente dall’Unione Europea e riguarda l’Imazalil, un fungicida utilizzato nel trattamento di banane, agrumi (limoni, mandarini, clementine), ma anche legumi, patate e altri tuberi. Secondo l’Environmental Protection Agency (EPA), l’imazalil è classificato come probabile cancerogeno: dopo averlo iniettato ad alcuni ratti, si è osservato l’insorgere di adenomi e adenocarcinoma della tiroide.

Nonostante ciò l’EPA ha ritenuto che non sussistesse un rischio per le persone che applicano l’imzalil sui prodotti agricoli, purché ciò venga segnalato in etichetta.

Il fungicida inoltre provoca gravi lesioni oculari sia se ingerito sia se inalato (CLP classification 2013) e risulta molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata (Classification Reg. 1272/2008).

Ha fatto scalpore quanto accaduto a Siracusa, in Sicilia, qualche settimana fa quando sono stati sequestrati 39 retine di limoni di provenienza spagnola trattati con Imazalil non dichiarato. Quando infatti viene utilizzato è obbligatoria la dicitura, in etichetta, della nota  “Buccia non edibile”, al fine di avvisare il consumatore del potenziale rischio.

I valori sono passati al vaglio dell’Unione Europea la quale, attraverso la nuova normativa Ue 2019/1582 che stabilisce i livelli massimi di residui di imazalil in o su determinati prodotti, evidenzia delle rilevanti differenze in termini di alimenti: i valori sono azzerati nelle banane, ridotto di poco nei limoni e immutato nelle arance.

I limiti massimi di residui ammessi sono infatti stati rivisti sulla base di vari pareri dell’Efsa: per le banane il valore passa da 2 mg/kg a 0,01 di fatto uno zero “tecnico” , per i limoni si passa da 5 mg/kg a 4, mentre per le arance, e altri agrumi, era e resta 5 mg/kg con l’obbligo, una volta usato, di specifica in etichetta con la voce “buccia non edibile”. 

Attenzione anche ai cetrioli, con un valore consentito di 0.5 mg/kg, ai lamponi e alle more di rovo che mantengono un valore di 2 mg/kg nonostante siano alimenti consumati direttamente e non privati della buccia.