“Un aumento di mezzo grado – 1 grado delle temperature in Italia nei prossimi decenni sara’ inevitabile. Dovremo adattarci al cambiamento climatico che verra’, gestire i danni. Le temperature medie nel nostro paese sono gia’ salite di 2 gradi dai livelli pre-industriali, piu’ della media globale (1 grado, n.d.r.). Il sistema e’ alterato, e questo rende piu’ probabile gli eventi meteorologici estremi, come quelli di questi giorni”.
Lo spiega all’ANSA Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano. Proprio oggi l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha reso noto che l’anno scorso la concentrazione di CO2 nell’atmosfera a livello globale e’ aumentata, da 405,5 parti per milione nel 2017 a 407,8 ppm nel 2018. Per Caserini “il problema non e’ che aumenta la CO2, fatto inevitabile, visto che ci vorranno decenni per riassorbire tutta quella che c’e’ in atmosfera. Il problema e’ che aumenta cosi’ tanto. La concentrazione nell’atmosfera sale perche’ le emissioni non scendono e sono maggiori dell’assorbimento.
Questo vuol dire un progressivo aumento delle temperature, della desertificazione e degli eventi estremi”. “Nessun singolo caso di Maltempo che si e’ verificato in questi giorni in Italia e’ direttamente attribuibile al riscaldamento globale – spiega lo studioso -. Ma un aumento delle temperature medie rende statisticamente piu’ probabile il verificarsi di questi fenomeni”.
Secondo l’esperto “bisogna da un lato adattarci ai cambiamenti inevitabili, dall’altro impegnarsi per mitigarli, riducendo il piu’ rapidamente possibile le emissioni. Per questo bisogna cambiare in 30-40 anni il sistema energetico, verso le rinnovabili e il risparmio. Prima ci riusciamo, meglio e'”. “Rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e’ ancora possibile – conclude Caserini -, ma dobbiamo agire subito, non possiamo aspettare. Il 2020 sara’ decisivo, perche’ alla Cop26 di Glasgow ci sara’ la prima revisione degli impegni degli stati presi a Parigi nel 2015. L’Ue in particolare vuole aumentare i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 rispetto ai livelli del 1990, dal 40% al 55%”.


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