Da un’indagine di un’emittente tv locale privata e’ scoppiato in Kenya lo scandalo nazionale del cibo contaminato da una elevata concentrazione di aflatossina, sostanza notoriamente cancerogena. A rivelare l’avvelenamento di una decina di marchi di farina di grano e granoturco e’ l’emittente Ntv, che ha testato i prodotti, accertando una percentuale superiore ai livelli autorizzati dalle autorita’ sanitarie.
La tv ha denunciato “politiche lassiste” che autorizzano la commercializzazione di cibi pur conoscendo la loro pericolosita’ sulla salute umana. L’aflatossina e’ causata da specie fungine – appartenenti alla classe degli Ascomiceti, Fusarium, oppure da altre muffe – che attaccano le coltivazioni, ed e’ cancerogena. Le scomode rivelazioni dell’emittente postate sui canali social sono diventate virali. L’attenzione si e’ focalizzata soprattutto sui cereali coltivati nella regione della Rift Valley, che contengono elevati livelli di aflatossina. Oltre alle farine destinate al consumo umano, di cui cinque firme sono state ritirate dalla vendita da parte del Kenya Bureau of Standards (Kebs), sulla scia dell’indagine il ministro dell’Agricoltura Mwangi Kiunjuri si e’ detto preoccupato per il consumo dei cereali contaminati da parte di capi di bestiame. Inoltre il granoturco keniano viene esportato nei paesi della regione.
“Mi preoccupo perche’ ogni giorno vedo i miei figli bere latte e mi chiedo chi ha dato da mangiare a questa mucca, poiche’ alla fine del giorno se i nostri animali vengono nutriti da prodotti contaminati, poi arriveranno anche a noi”, ha scritto il ministro Kiunjuri. Sui social gli utenti stanno diffondendo l’hastag ‘White Alert’ sulla contaminazione del cibo all’aflatossina, chiedendo a gran voce l’arresto degli ufficiali governativi incaricati di far rispettare gli standard alimentari. Il Kenya non e’ nuovo a questo tipo di scandalo. Nel 2009 il responsabile del Kenya Bureau of Standards aveva rivelato che i keniani stavano mangiando granoturco contaminato importato da piu’ di un anno, nella piena consapevolezza del governo. “Sono certo al 100% che nei prossimi 10 a 15 anni, a causa del mais contaminato, avremo un aumento di casi di tumore” aveva dichiarato alla commissione parlamentare Kioko Mangeli, direttore del Kebs.


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