Università, Unint di Roma: arriva l’insegnamento di Economia dei cambiamenti del clima

Siamo di fronte a delle sfide straordinarie, quella del cambiamento climatico è la sfida di questa epoca, non più rinviabile non solo per l’economia, ma per l’intera società

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Siamo di fronte a delle sfide straordinarie, quella del cambiamento climatico è la sfida di questa epoca, non più rinviabile non solo per l’economia, ma per l’intera società. Tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa, le accademie, le università, i governi, gli istituti di ricerca, le imprese, i media. Certamente quella della sostenibilità sarà la battaglia delle nuove generazioni.

Questo il messaggio uscito nel corso del convegno svoltosi oggi di fronte a una folta platea di studenti, presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma dal titolo: Climate Change. Quali sfide per la società e l’economia di oggi e di domani?, alla quale hanno partecipato rappresentanti di Confindustria, Enea, Enel, e Regione Lazio. La tavola rotonda, moderata dalla Direttrice del Quotidiano Energia Romina Maurizi, ha analizzato i diversi aspetti del Climate Change: le cause del cambiamento climatico, la situazione attuale e le previsioni future, le politiche poste in essere dai decisori pubblici a livello nazionale e internazionale, le sfide e le opportunità per il mondo delle imprese.

L’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali del Rettore Francisco Matte Bon e dall’introduzione del Preside della Facoltà di Economia Alessandro De Nisco Sono intervenuti Andrea Bianchi, Direttore Politiche industriali di Confindustria, Fabrizio Iaccarino, Responsabile centrale Affari istituzionali di Enel Group Italia, Lorenzo Lo Cascio, dell’Assessorato Sviluppo economico della Regione Lazio e Roberto Morabito, Direttore Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi produttivi e territoriali di Enea.

“Abbiamo una quantità di dati – ha sostenuto Roberto Morabito di Enea – che ci confermano che il cambiamento climatico è in atto, senza se e senza ma. Gli impatti sono quotidianamente visibili. Gli ultimi dati a disposizione ci dicono che ogni anno in media 20 milioni di persone nel mondo sono costrette a cambiare paese per motivi climatici. Negli ultimi dieci anni 1,7 miliardi di persone sono state coinvolte in cambiamenti climatici. Servono interventi di decarbonizzazione in particolare nei settori della produzione in generale, nel settore della edilizia passando dalla riqualificazione superficiale a quella profonda, della mobilità e dell’efficienza energetica. E’ necessario passare sempre di più da una economia lineare a una economia circolare”.

D’accordo si è detto il Direttore delle politiche industriali di Confindustria Andrea Bianchi, che ha aggiunto: “Quella davanti a noi è una straordinaria sfida politica, ambientale e tecnologica, i cambiamenti ambientali portano a un cambio dei modelli di produzione, ma la sfida deve diventare globale e credibile, attraverso fasi di transizione e tappe intermedie utili a raggiungere gli obiettivi. Solo così potremo contribuire a quella che possiamo definire una nuova rivoluzione industriale. La conferenza sul clima di Parigi ha indicato, in tal senso, la direzione giusta che dobbiamo perseguire”. Sulle norme presenti nella legge di bilancio Bianchi ha aggiunto che “politiche ambientali utili solo a coprire buchi di bilancio non sono utili a nessuno, mentre apprezzabile è un vero new green deal con una visione di nuove politiche industriali”. Anche Fabrizio Iaccarino di Enel apprezza la filosofia del New green deal come delineato dalla nuova commissione Ue e dal governo, ma senza lasciare indietro le imprese i lavoratori coinvolti nelle riconversioni ambientali.”