Vaccini, Jama: “Una sola dose di anti-Hpv efficace come 2 o 3”

Un nuovo studio dell'University of Texas Health Science Center a Houston (UTHealth) rivela che si potrebbe prevenire l'infezione da Papillomavirus umano (Hpv) anche con una sola dose di un vaccino disponibile ormai da alcuni anni

Un nuovo studio dell’University of Texas Health Science Center a Houston (UTHealth) rivela che si potrebbe prevenire l’infezione da Papillomavirus umano (Hpv) anche con una sola dose di un vaccino disponibile ormai da alcuni anni. La ricerca è pubblicata su ‘Jama Network Open’. Secondo i Centers for Disease Control (Cda), negli Stati Uniti ogni anno si registrano 34.800 nuove diagnosi di cancro collegate all’Hpv. Si ritiene che il virus provochi oltre il 90% di tutti i tumori cervicali e anali, oltre il 60% di tutti i tumori del pene e circa il 70% di tutti i tumori orali. “Ma anche se i risultati del nuovo lavoro scientifico hanno dimostrato che una singola dose di vaccino può essere efficace quanto le due o tre dosi attualmente raccomandate, è troppo presto perché le persone possano fare affidamento su una singola iniezione”, precisa l’autore senior Ashish A. Deshmukh.

“La copertura vaccinale contro l’Hpv è inferiore al 10% a livello globale- prosegue Deshmukh – a causa dei bassi tassi di assorbimento del vaccino in molti Paesi con risorse limitate. Garantire che ragazzi e ragazze ricevano la prima dose è una grande sfida in diversi Stati e ancora oggi la maggior parte degli adolescenti non è in grado di completare il ciclo di vaccinazione raccomandato a causa della mancanza di un’infrastruttura intensiva necessaria per amministrare due o tre dosi”. “Se gli studi clinici in corso forniranno prove solide sui benefici di un regime a dose singola, le implicazioni potrebbero essere sostanziali e in grado di ridurre di molto l’onere di questi tumori a livello globale”, conferma.

I Cdc raccomandando un regime a due dosi per tutti i bambini che iniziano la vaccinazione prima dei 15 anni o a tre dosi iniziando tra i 16 e i 26 anni. L’ultima generazione di vaccino contro l’Hpv può proteggere contro quasi il 90% delle infezioni da Hpv cancerogene. Tuttavia, “l’attuale regime posologico – ribadisce l’autore principale Kalyani Sonawane – può essere complicato da seguire. Se si confermerà l’efficacia di una dosa negli studi futuri, il regime vaccinale potrà essere semplificato e questo contribuirà a migliorare il tasso di copertura tra gli adolescenti e probabilmente aumenterà anche lo slancio della diffusione del vaccino nella nuove fasce di età”.