Alimentare, De Castro: “Nessun bollino rosso sugli alimenti Ue”

''Ne' il Parlamento europeo, ne' tantomeno gli eurodeputati Pd, intendono introdurre un 'bollino rosso' sul valore nutrizionale degli alimenti, in particolare sulle nostre eccellenze alimentari come il Grana Padano, il Prosciutto di Parma o la Coppa Piacentina"

”Ne’ il Parlamento europeo, ne’ tantomeno gli eurodeputati Pd, intendono introdurre un ‘bollino rosso’ sul valore nutrizionale degli alimenti, in particolare sulle nostre eccellenze alimentari come il Grana Padano, il Prosciutto di Parma o la Coppa Piacentina. Quando smettera’ il senatore Salvini di raccontare bugie e prendere in giro agricoltori e consumatori emiliano-romagnoli e italiani?”.

E’ la reazione da Strasburgo di Paolo De Castro, coordinatore S&D alla Commissione agricoltura del Parlamento europeo, alle dichiarazione del leader della Lega, oggi a Piacenza. Per l’eurodeputato Pd, ‘‘le affermazioni di Matteo Salvini sui sistemi di etichettatura nutrizionale a semaforo, dimostrano ancora una volta la superficialita’ della Lega nell’affrontare i problemi”.

”Ad oggi – spiega De Castro – non esiste alcuno schema europeo di etichettatura nutrizionale (che indichi cioe’ la quantita’ di grassi, zuccheri e sale presente nei cibi). Tuttavia, negli ultimi anni, alcuni partner europei hanno introdotto sistemi diversi di etichettatura a livello nazionale. E’ di qualche giorno fa la proposta a Bruxelles di una etichettatura ‘a batteria’ presentata dal nostro Governo, e supportata dall’intero sistema produttivo italiano, dagli agricoltori ai trasformatori”.

“Quello che serve adesso – afferma con forza De Castro – non sono le polemiche di Salvini, ma che si possa, a partire da Piacenza e dall’Emilia-Romagna, riuscire a fare squadra come Italia e ottenere un regime di etichettatura uguale per tutti a livello europeo, basato su ricerche scientificamente fondate, che non condizioni i consumatori ma fornisca loro informazioni complete”. “Sarebbe ora – conclude De Castro – che il partito di Salvini si unisca a noi in questa battaglia, se davvero non vuole che una bibita light venga spacciata per migliore rispetto a un succo di albicocche. Ne hanno piu’ che mai bisogno i nostri produttori, consumatori e l’intero settore agroalimentare italiano”.