Eruzione vulcano Filippine: 459mila colpiti, 930mila a rischio

"Le ceneri e i gas vulcanici hanno distrutto non solo le case, ma anche i campi, principale fonte di reddito per molte famiglie"

“Le ceneri e i gas vulcanici hanno distrutto non solo le case, ma anche i campi, principale fonte di reddito per molte famiglie”, la dichiarazione, diffusa da Luzon (Filippine) è di Melinda Marie Buensuceso, coordinatrice locale delle operazioni dell’ong ‘Azione contro la Fame’.

“La popolazione della zona piu’ colpita, che si sviluppa in un raggio di 14 chilometri dal cratere del vulcano, e’ gia’ stata evacuata ma si stima che il numero degli sfollati continuera’ ad aumentare” fanno sapere ancora dall’organizzazione: “Altre 930.000 persone, infatti, vivono in un raggio di 17 chilometri dalla zona di pericolo e potrebbero essere colpite nelle prossime ore da un flusso piroclastico e dallo tsunami vulcanico”. ‘Azione contro la Fame’, fa sapere inoltre di aver appena attivato un protocollo di emergenza con l’Agenzia di cooperazione spagnola (AECID) per la distribuzione urgente di coperte, stuoie e zanzariere alle persone colpite. Per loro, sarebbe stato inoltre promosso un intervento teso a garantire acqua potabile e servizi igienico-sanitari di base.

“Molte persone non hanno avuto neanche il tempo di prepararsi e sono fuggite senza essere in grado di prendere le loro cose” spiega Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame Italia Onlus. L’eruzione del vulcano Taal, il 12 gennaio, ha colpito 459.000 persone sull’isola di Luzon e ha costretto a evacuare 70.413 persone che, attualmente, si trovano in 300 strutture nelle province di Batangas, Cavite e Laguna. Inizialmente, la colonna di gas, i frammenti di roccia e vapore raggiungevano i 15 chilometri di altezza e si muovevano verso sud-ovest, coprendo tutto il percorso con cenere e materiale vulcanico.