Pfas, Zaia: “Il Veneto non è l’unica ‘terra’ degli inquinanti”

"Il Veneto non era l'unica realtà ad aver segnalato questo inquinamento, ma che esistono anche altri territori colpiti"

MeteoWeb

Ci spiace per i cittadini piemontesi, toscani e per tutti gli altri in giro per l’Italia, pero’ queste due notizie sono la prova provata di quello che abbiamo sempre detto, ossia che il Veneto non era l’unica realta’ ad aver segnalato questo inquinamento, ma che esistono anche altri territori colpiti, come hanno dimostrato i prelievi di Arpav nel Po a cavallo fra Occhiobello e Pontelagoscuro che testimoniano la presenza di fonti inquinanti molto piu’ a nord”.

Lo ha affermato il presidente del veneto, Luca Zaia, interpellato dall’ANSA dopo l’audizione dei rappresentanti delle Agenzie per l’ambiente di Piemonte e Toscana alla Commissione Ecomafie sulla presenza di inquinanti Pfas. “E’ la dimostrazione – ha proseguito Zaia – del fatto che chi ha speculato sul Veneto unica ‘terra dei Pfas’ raccontava bugie e non voleva guardare in faccia la realta’ per basse speculazioni politiche. Oggi costoro sono stati smentiti, ma non per questo oggi e’ una bella giornata. Ne’ per noi, ne’ per i toscani, ne’ per i piemontesi”, ha aggiunto. “Noi veneti – ha quindi ricordato Zaia – l’abbiamo sempre sostenuto.

Quando nel maggio 2013 ci fu consegnata la relazione del Cnr in cui si ipotizzavano presenze di Pfas in varie zone d’Italia, in Regione ci siamo da subito rimboccati le maniche e, oltre ad aver attivato tutta l’attivita’ legislativa e amministrativa di nostra competenza abbiamo dato vita, spendendo oltre otto milioni di euro, a un laboratorio per Pfas e nuovi inquinanti che oggi ha valenza nazionale.

Abbiamo poi attivato un mega screening sanitario sulla popolazione, stiamo costruendo un nuovo acquedotto, messo filtri potentissimi anche contro i nuovi potenziali inquinanti, svolte una serie di attivita’ giudiziarie, a cominciare con la denuncia per disastro ambientale, conclusesi con la costituzione di parte civile e la capacita’ del nostro staff legale di far chiamare in causa la Mitsubishi a garanzia che ci sia una societa’ liquida capace di risarcire i danni immensi procurati a popolazioni e ambiente. Il nostro impegno concreto e quotidiano in ogni sede tecnica, giurisdizionale e governativa prosegue”, ha concluso.