Smog, l’esperto Enea: “Lo stop alle auto non basta, bisogna riscrivere l’economia”

Per affrontare la questione dello Smog occorre "una riscrittura dell'economia" nel corso degli anni in una sorta di "ingegneria istituzionale" degli interventi

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Per affrontare la questione dello Smog che ciclicamente si ripropone nella Pianura Padana e non sembra avere una soluzione definitiva, occorre “una riscrittura dell’economia” nel corso degli anni in una sorta di “ingegneria istituzionale” degli interventi.

Lo afferma Gabriele Zanini, direttore della “Divisione modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali” dell’Enea osservando che nonostante negli ultimi 25 anni “si siano visti dei miglioramenti” ogni anno “riproduciamo questo fenomeno” dell’aumento della concentrazione di Smog in inverno nella Pianura Padana che diventa come “una camera chiusa in cui tutti fumano, vanno in auto e riscaldano gli edifici”, dove “la circolazione dell’atmosfera è bloccata, senza vento e precipitazioni” e dove l’unico provvedimento delle amministrazioni comunali è il blocco della circolazione delle auto – Euro 3, 4 e anche diesel 5 – che “non ha effetti immediati e risulta insufficiente”.

Zanini osserva che “la qualità dell’aria non ha confini” ed invece ciascuna Regione decide in autonomia come intervenire. Manca una “sincronia” nella Pianura padana fra le Regioni che hanno sottoscritto nel 2017 l’Accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualita’ dell’aria. L’Enea ha valutato in una proiezione al 2030 che anche applicando tutte le misure dell’Accordo “non si riesce ad ottenere la riduzione” dell’inquinamento. Occorrono quindi “misure suppletive e soprattutto coordinate”. Nell’attribuzione delle responsabilità c’è come uno scaricabarile fra i portatori d’interesse, “dai produttori di auto, alle industrie, da chi fabbrica prodotti per il riscaldamento agli allevamenti”.

Ed invece, è necessario “trasformare l’economia”, e intervenire in modo omogeneo su tutte le sorgenti che contribuiscono all’inquinamento (trasporti, riscaldamento, allevamenti) in quel “catino” che anche per conformazione orografica (circondato dalle montagne) e per condizioni atmosferiche (mancanza di piogge e vento) concentra polveri sottili.