“Una gestione della vicenda errata sin dall’inizio. Al di là dei soccorsi che sono stati molto tempestivi e rapidi, dopo chi ha gestito la cosa ha cominciato a fare una serie di sciocchezze in quell’agosto di tre anni fa, nominando un commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, che si è messo lì in parallelo con la Protezione Civile e ha creato subito la classica duplicazione di compiti e responsabilità, che sono veleno per chi deve fare le cose in tempi rapidi e con capacità operativa”. Così all’Adnkronos Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, commentando l’inchiesta pubblicata sul ‘Il Tempo’ in merito al fatto che solo 15 progetti sono stati portati a termine dopo il terremoto di tre anni fa.
“Era scritto che sarebbe stato un fallimento, che sarebbe stata una beffa per le povere popolazioni, era tutto scritto. Ci saremmo stupiti se l’inchiesta avesse riportato risultati positivi, che i porgetti stavano andando avanti, si stavano realizzando e invece non è così. E quando si parte con il piede sbagliato come è partita questa vicenda, i risultati non possono che essere disastrosi – ha aggiunto Bertolaso – Per non parlare del fatto che si sono susseguiti tre commissari in tre anni e nulla è stato risolto, il disastro permane e peccato che ci vada di mezzo la povera gente che non centra nulla e che è stata beffata, presa in giro, dalle solite passerelle dei governi che si sono alternati. Tutti film che abbiamo visto tante e tante volte”.
Riguardo al fatto se tornare alla protezione civile o altro Bertolaso afferma che “a ognuno il proprio lavoro e soprattutto a ognuno il proprio tempo. Io ha fatto il mio. Sono orgoglioso del lavoro che ho svolto, in particolare per il terremoto dell’Aquila, dove noi abbiamo fatto miracoli e le posso garantire che c’è voluto tanto impegno per fare quanto fatto. E poi sono nonno e voglio fare il nonno adesso!”.


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