Terremoto Centro Italia: “Spese di autonoma sistemazione superiori ai danni”

I soldi percepiti finora da un residente con il Contributo di autonoma sistemazione (Cas), superano quelli che serviranno per riparare i danni lievi dell'abitazione

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I soldi percepiti finora da un residente con il Contributo di autonoma sistemazione (Cas), cioe’ per stabilirsi in un alloggio alternativo mentre la propria casa e’ inagibile a causa del terremoto, superano quelli che serviranno per riparare i danni lievi dell’abitazione.

E’ un caso emblematico e paradossale riferito da un pensionato di Pieve Torina, nel Maceratese, in questa fase di grande difficolta’ per la ricostruzione post sisma.

“Lo Stato – dice all’ANSA Alessandro Gentilucci, sindaco del piccolo centro – non è in grado di garantire quel concittadino, che dice di aver preso piu’ soldi dal Cas di quelli che gli spettano contributo per recuperare i danni lievi, perché la normativa non mette nelle condizioni i tecnici di essere pronti nella fase della ricostruzione”.

“Lo Stato – prosegue – seguita a investire sull’emergenza perché non è in grado di ricostruire. Il Cas è stato ovviamente necessario per garantire la sicurezza dei cittadini che si sono trovati la casa lesionata e non più sicura, ora stiamo assistendo a come l’emergenza debba ancora sostenere un percorso di ricostruzione che non c’e'”.

“Ancora una volta – sottolinea il sindaco – il decreto sisma non ha recepito tutti i suggerimenti che arrivavano dai territori. Se fosse stata recepita almeno la meta’ dei nostri suggerimenti – aggiunge – avremmo gia’ trovato delle soluzioni a tante problematiche”. Gentilucci dice di “non sapere” perche’ i governi che si sono succeduti dal 2016 a oggi abbiamo “fatto fatica a sostenere” le proposte dei sindaci.

“Ma se deve continuare ad essere cosi’, – osserva – allora e’ meglio lasciare poteri straordinari soltanto al presidente della Regione, cosi’ abbiamo un interlocutore piu’ vicino”. I tempi per ricostruire Pieve Torina? Gentilucci risponde elencando i passaggi burocratici per arrivare soltanto a redigere un progetto per il recupero di un’opera pubblica: “Una trafila infinita che dura mesi – lamenta – e bisogna sperare che nel frattempo non cambi la legge altrimenti occorre ricominciare daccapo. E’ l’Italia della burocrazia che ci ingessa”. In ogni caso, il sindaco si e’ posto l’obiettivo di ricostruire, prima di ogni altro edificio pubblico, la casa di riposo: “Permettera’ di riportare un po’ di lavoro in paese”; “le scuole sono state ricostruire da tempo – ricorda – ed e’ stato reso possibile solo grazie alla solidarieta'”.