Si allarga l’allarme legato al nuovo coronavirus, con 16 casi fino ad ora nel Vecchio Continente – di cui 2 in Italia – e il primo cluster di contagi non d’importazione, ma a livello locale, in Germania. A segnalarlo è l’ultimissimo aggiornamento dell’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) sul nuovo coronavirus cinese. “Il 28 gennaio un gruppo di 4 casi acquisiti localmente, con collegamenti indiretti a Wuhan, è stato segnalato dalla Germania”, sottolineano gli esperti. “Ulteriori casi e decessi in Cina sono previsti nei prossimi giorni e settimane. Ulteriori casi o cluster sono previsti anche tra i viaggiatori provenienti dalla Cina, principalmente dalla provincia di Hubei. Pertanto, le autorità sanitarie degli Stati membri dell’Ue dovrebbero rimanere vigili e rafforzare la loro capacità di risposta”.
“Vi sono notevoli incertezze nella valutazione del rischio di questo evento, a causa della mancanza di analisi epidemiologiche dettagliate“, aggiungono gli specialisti. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l’Ecdc ritiene che “il potenziale impatto dell’epidemia di 2019-nCoV sia elevato; la probabilità di infezione per i cittadini europei che risiedono o visitano la provincia di Hubei è stimata elevata; la probabilità di infezione per i cittadini europei in altre province cinesi è moderata e aumenterà; esiste una probabilità da moderata a elevata di ulteriori casi importati nell’Unione europea”. Non solo. “La probabilità di osservare ulteriori, limitate trasmissioni da uomo a uomo all’interno dell’Ue – precisano gli esperti – è stimata da molto bassa a bassa se i casi vengono individuati tempestivamente e vengono attuate adeguate pratiche di prevenzione e controllo delle infezioni, in particolare nelle strutture sanitarie nell’Ue. Ma rilevamento tardivo di un caso importato in un Paese europeo senza l’applicazione di adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni comporterebbe – ammoniscono gli Ecdc – l’elevata probabilità di trasmissione da uomo a uomo. Quindi in tale scenario il rischio di trasmissione secondaria” è stimato essere elevato. Ecco perché è bene non abbassare la guardia. Infine secondo China Cdc, ricordano gli specialisti europei, “non ci sono evidenze di una trasmissione asintomatica” del virus.


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