Virus Cina, i medici stranieri: “Aiutare la Cina con mascherine e informazioni”

"Sostenere la Cina con fornitura di mascherine protettive, che ormai scarseggiano o sono molto care nel Paese. E dare più informazione possibili sia in Italia, che in Europa, che nella stessa Cina"

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“Sostenere la Cina con fornitura di mascherine protettive, che ormai scarseggiano o sono molto care nel Paese. E dare più informazione possibili sia in Italia, che in Europa, che nella stessa Cina, perché non si devono commettere gli sbagli del passato, quando si è creato molto allarmismo dove non c’era bisogno”.

A chiederlo l’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l’Unione Medica Euro Mediterranea (Umem), che lanciano il loro appello al Governo italiano. “Urge informare la popolazione della reale situazione – ricorda il presidente dell’Amsi Foad Aodi – senza nascondere la realtà, come ha fatto in passato la Cina, e intensificare la collaborazione e l’informazione interprofessionale e interistituzionale”.

Secondo Aodi, che è in contatto con i rappresentanti nei paesi mediterranei dell’Umem, si iniziano a registrare situazioni di psicosi per mancanza di informazioni e consigli per la prevenzione.

“Come in Francia – riferisce – dove i ristoranti cinesi iniziano a essere deserti, ma anche paesi dove c’è tanta povertà, mancanza di igiene, di acqua potabile, corrente elettrica e colpiti da conflitti come Siria, Iraq, Libia, Yemen, Sudan, Somalia: questi luoghi sono a rischio perché mancano tutti gli strumenti per affrontare un’epidemia anche dal punto di vista dell’informazione”. “Noi diamo la nostra disponibilità per qualsiasi forma di collaborazione mirata a dare più informazioni e comunicazioni in tutte le lingue – conclude Aodi – come abbiamo già fatto in occasione della Sars nel 2003. La macchina dell’informazione e della prevenzione in Europa collabori direttamente con la Cina e sostenga la popolazione cinese e straniera in questo momento molto difficile anche dal punto di vista psicologico”.