Coronavirus, sono 29 gli stranieri contagiati in Cina: positivi ai test due sloveni della Diamond Princess

Sono 29 i cittadini stranieri finora contagiati dal nuovo coronavirus in Cina, mentre continuano i controlli per i passeggeri della Diamond Princess

Sono 29 i cittadini stranieri finora contagiati dal nuovo coronavirus in Cina. Lo ha dichiarato Ding Xiangyang, vice segretario generale del Consiglio di Stato, il governo cinese, durante una conferenza stampa a Wuhan, epicentro dell’epidemia. Il dato è aggiornato alle 18 di ieri. Degli stranieri contagiati, 18 sono guariti e sono stati dimessi dagli ospedali, ha precisato Ding, 9 si trovano in quarantena e stanno ricevendo le cure necessarie presso ospedali cinesi e 2 sono deceduti a causa del virus.

Nessun contagio in Brasile

Il ministro ad interim della Sanità brasiliana, Joao Gabbardo dos Reis, ha riferito che gli esami conclusi ieri mostrano che i 58 brasiliani rimpatriati dalla Cina e attualmente in quarantena nella base aerea di Anapolis non sono infettati dal coronavirus. Questo è lo stesso risultato ottenuto nella prima analisi, realizzata con campioni prelevati il giorno in cui sono arrivati nella città di Goias da Wuhan. Secondo il ministro ad interim, la prossima raccolta di campioni è prevista per sabato. La segreteria alla Sanita’ dello Stato di Goias ha dichiarato che il terzo esame verrà effettuato nel 14/mo giorno dei 18 giorni di quarantena complessivi. Dopo che il risultato del test è stato negativo per il coronavirus, le persone in isolamento hanno esultato pubblicando foto e video sui social e parlando del sollievo che che hanno provato dopo aver saputo che nessuno di loro era stato infettato.

Gli 11 israeliani sbarcati dalla Diamond Princess tornano a casa

Sono sbarcati dalla nave da crociera Diamond Princess e stanno rientrando in Israele gli 11 israeliani risultati negativi ai test del coronavirus. L’arrivo in Israele dell’aereo con a bordo gli 11 è previsto per questa notte, come riferiscono i media locali. Gli 11 dovranno trascorrere un periodo di 14 giorni di quarantena allo Sheba Medical Center di Tel Hashomer. Il console israeliano in Giappone, Revital Ben-Naim, ha invece rassicurato sulle condizioni di salute degli altri quattro israeliani che erano a bordo della nave e che, contagiati dal coronavirus, sono stati trasferiti in ospedale.

Positivi ai test due sloveni Diamond Princess

Due dei sei passeggeri sloveni a bordo della nave da crociera Diamond Princess sono risultati positivi al test del coronavirus e sono stati trasportati in un ospedale in Giappone. Lo hanno confermato alla televisione pubblica fonti del ministero degli esteri a Lubiana, che e’ al lavoro per seguire l’evolversi della situazione. Gli altri due passeggeri risultati negativi nei controlli di ieri sono gia’ rientrati nel paese.

All’arrivo all’aeroporto di Lubiana sono stati presi in consegna dal personale dell’Istituto nazionale per la salute pubblica (NIJZ), che ha verificato la negativita’ al coronavirus. Tuttavia, come ha detto Maja Soan del NIJZ durante una conferenza stampa, ai due e’ stato imposto un periodo di quarantena di due settimane da trascorrere nella propria abitazione. Soan ha precisato che non rappresentano alcun pericolo per la salute pubblica. La segretaria di Stato del ministero della Salute, Simona Repar Bornek ha detto che gli ultimi due passeggeri ancora in Giappone, risultati negativi ai primi controlli, sono stati esaminati anche da personale medico italiano e rimangono in attesa di ulteriori disposizioni per rientrare nelle prossime ore insieme agli altri cittadini europei.

Seul ai soldati: “Rimanete in caserma”

Il governo sudcoreano ha ordinato al personale militare di Daegu e della provincia del Gyeongsang settentrionale di non lasciare le loro basi, nemmeno per i permessi per le ferie, e di non incontrare visitatori a causa dell’aumento di casi di contagio da coronavirus nella zona. L’ordine, emanato in via precauzionale ieri sera, e’ stato annunciato oggi dal portavoce del ministero della Difesa, Choi Hyun-soo, che ha aggiunto che il governo sudcoreano sta valutando l’ipotesi di mettere in quarantena i soldati che hanno visitato di recente l’area di Daegu, dove c’e’ stata la prima vittima sudcoreana dell’epidemia. Attualmente sono circa trecento i soldati sudcoreani sottoposti a quarantena, dopo essere stati in Cina, Hong Kong o Macao o per avere avuto contatti con persone che sono state in questi posti, anche se finora non sono stati registrati casi di contagio tra il personale militare.