Coronavirus, è emergenza globale: 433 casi in Corea del Sud, 750 contagi in Giappone

Si allarga l'epidemia di Coronavirus che ha una portata globale: 433 casi in Corea del Sud, 750 in Giappone

MeteoWeb

Si allarga l’epidemia di Coronavirus che ha una portata globale. In Corea del Sud sono stati accertati altri 87 casi di contagio, portando il totale a quota 433: è l’ultimo aggiornamento fornito dalle autorità sanitarie che inasprisce la situazione, visto che il Paese e’ quello con il maggior numero di casi verificati dopo la Cina.

Continua a salire il bollettino delle persone che hanno contratto il Coronavirus anche in Giappone: dalla prefettura a nord dell’Hokkaido all’isola a sud ovest del Kyushu. Un’insegnante di circa 60 anni di una scuola superiore a est di Tokyo è stata diagnosticata con il virus dopo aver avuto sintomi di nausea durante lo svolgimento delle lezioni. Il sindaco della cittadina dove è situata la scuola ha detto che l’istituto rimarrà chiuso almeno due giorni per consentirne la disinfestazione. La donna non ha viaggiato fuori dal Giappone nelle ultime due settimane, riferiscono i media nipponici, né ha avuto contatti con persone che poi sono risultate infette.

Tre nuovi casi riguardano invece una donna di 30 anni della prefettura di Chiba e due uomini, rispettivamente di 50 e 60 anni, a Kumamoto, nel sud del Paese. Gli altri casi sono stati riscontrati finora nelle prefetture di Kanagawa, Aichi e Ishikawa, portando il totale dei contagi nell’arcipelago a 750, inclusi quelli registrati a bordo della nave Diamond Princess, nella baia di Yokohama. Nel frattempo il governo ha reso noto che sta valutando di utilizzare il vaccino anti-influenzale Avigan sviluppato dalla Fujifilm Holdings Corp. per curare i pazienti affetti dal Coronavirus. Lo ha detto il ministro della Salute, Katsunobu Kato, in un programma televisivo, spiegando che alcuni trattamenti con l’impiego del vaccino antinfluenzale realizzati all’estero hanno dato segnali incoraggianti.

La Cina è inoltre sempre più isolata per scongiurare la diffusione del temuto Coronavirus, con decine di migliaia di voli scomparsi dai cieli del Paese. Stando ai dati diffusi da Flightradar24, e riportati oggi dal New York Times, in tre settimane, dal 23 gennaio al 13 febbraio, partenze e arrivi quotidiani di voli nazionali e internazionali sono scesi da 15.072 a 2.004. Se l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha riconosciuto come le misure restrittive adottate da Pechino abbiano contribuito a rallentare la diffusione del virus in altri paesi, è alto il rischio di pesanti conseguenze economiche di lunga durata.

I viaggiatori cinesi rappresentano circa un quinto di tutta la spesa turistica, più di qualsiasi altro paese, secondo l’Organizzazione mondiale del turismo dell’Onu. Nel 2018, i cinesi hanno speso 277 miliardi di dollari all’estero, secondo le Nazioni Unite, pari a quasi il doppio rispetto agli americani.