Coronavirus: le autorità cinesi piangono la morte del medico Li Wenliang

Le autorità municipali di Wuhan esprimono le loro condoglianze per la morte del medico Li Wenliang, evidenziano che sarà pagato ai familiari un premio assicurativo

Le autorità municipali di Wuhan esprimono le loro condoglianze per la morte del medico Li Wenliang, contagiato sul lavoro dal coronavirus, sottolineando che sarà pagato ai familiari un premio assicurativo e sarà versato una pensione. Nel riportare la notizia, l’agenzia stampa ufficiale cinese Xinhua omette di ricordare che Li fu il primo medico a denunciare l’esistenza della nuovo coronavirus, ma non fu creduto e anzi fu accusato di diffondere dicerie. La morte di Li, considerato un eroe da molti cinesi, ha scatenato un’ondata di proteste contro il governo sui social.

“Il governo municipale di Wuhan piange un dottore che è morto dopo essere stato infettato dal nuovo coronavirus mentre lavorava in un ospedale locale”, scrive la Xinhua, aggiungendo verrà versato il premio della sua assicurazione sul lavoro, pari a 800mila yuan (circa 114mila dollari) per il funerale e altre spese. Le autorità verificheranno anche i pagamento della pensione ai familiari, secondo i termini di legge. “Esprimiamo profonde condoglianze e tristezza, rendiamo omaggio alla sua lotta in prima linea contro l’epidemia e dimostriamo sincera vicinanza alla famiglia”, si legge in un comunicato delle autorità municipali.

Lo scorso dicembre, Li aveva mandato un messaggio ad altri medici segnalando l’insorgenza di un nuovo coronavirus simile alla Sars. La polizia lo aveva allora ammonito a non diffondere notizie false, aprendo a suo carico una inchiesta per “diffusione di dicerie”. “Non penso che diffondesse dicerie, non si è forse verificato tutto questo? Mio figlio era meraviglioso”, ha detto alla Bbc il padre, Li Shuying. Secondo il sito cinese Pear Video, la vedova del medico aspetta un figlio a giugno.

A quanto scrive la Bbc, gli analisti notano che la morte di Li ha scatenato sui social una protesta senza precedenti. I due principali hashtag sulla piattaforma Weibo erano: “il governo di Wuhan deve le sue scuse a Li” e “Vogliamo libertà di parola”. Entrambi sono stati rapidamente cancellati dalla censura, assieme a migliaia di commenti sulla morte di quell oche molti definiscono “un eroe”. Alcuni sono rimasti, fra cui spicca una foto della scritta “Buon viaggio Li Wenliang” tracciata sulla neve della riva di un fiume.