Coronavirus, Pechino all’Italia: “La reazione sia razionale, no alle misure eccessive”

Continua il dibattito diplomatico Cina-Italia in merito al coronavirus e alle eccessive misure di prevenzione

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Continua il dialogo diplomatico Cina-Italia in merito al coronavirus e alle eccessive misure di prevenzione. Nuovo monito di Pechino a Roma affinché adotti un atteggiamento “razionale” nella risposta all’epidemia di nuovo coronavirus, evitando “misure eccessive“. In un briefing via Wechat con i giornalisti, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang, rispondendo ad una domanda sul blocco dei voli, ha risposto: “Speriamo che l’Italia possa valutare la situazione dell’epidemia in un modo obiettivo, razionale e basato sulla scienza, rispetti le raccomandazioni autorevoli e professionali dell’Organizzazione mondiale della sanità e si astenga dal prendere misure eccessive”.

Poi, dopo il monito, il riconoscimento di Pechino alle “molte personalità politiche e ai molti amici di tutti i ceti sociali in Italia che hanno espresso il loro sostegno agli sforzi della Cina contro l’epidemia”, mentre alcuni voli cinesi “hanno ricevuto l’autorizzazione da parte italiana per riportare in patria i cittadini cinesi”.

Resta l’irritazione di Pechino per la decisione dell’Italia di bloccare i voli da e per la Cina, una decisione che “non è politica”, tengono a ribadire, parlando con l’Adnkronos, fonti informate, ricordando piuttosto come si tratti di una decisione dell'”autorità sanitaria nazionale” e per la quale anche l’Italia sta pagando le conseguenze sul piano economico e commerciale.

Un’irritazione che è arrivata al punto di far annunciare al nostro ambasciatore a Pechino, Luca Ferrari, dopo un colloquio con il vice ministro degli Esteri Qin Gang, che l’Italia era disponibile ad una ripresa dei voli. Ma si era trattato di un comunicato “unilaterale e non concordato” e la notizia, ripresa venerdì scorso dalla Xinhua, era stata subito smentita dal ministero della Salute e dalla Farnesina. Il fatto è che la Cina sta vivendo come “un tradimento” le misure prese dall’Italia, ma non solo, tanto che, dicono le fonti, “sono molto arrabbiati anche con la Gran Bretagna, che ha chiesto ai connazionali di abbandonare la Cina, con i francesi, i tedeschi, gli americani e gli israeliani”. “Si sentono come in guerra, ma nessuno li sta tradendo“, sottolineano le fonti.