Coronavirus, l’esperto: “E’ corretto isolare i bambini se necessario”, “Situazione in Ue sotto controllo”

Nell'Ue "su 21 casi" del nuovo coronavirus identificato in Cina ce ne sono "otto contratti in Germania e uno in Francia, tutti gli altri sono importati

Nell’Ue “su 21 casi” del nuovo coronavirus identificato in Cina ce ne sono “otto contratti in Germania e uno in Francia, tutti gli altri sono importati. Per il momento” nell’Ue “la situazione è veramente sotto controllo”. Lo sottolinea Andrea Ammon, direttrice dell’Ecdc (European Centre for Disease prevention and Control), in audizione alla commissione Envi del Parlamento Europeo, a Bruxelles.

‘Improbabili altri contagi in Europa con misure appropriate’ (AdnKronos) – “L’impatto potenziale di un’epidemia di questo coronavirus è elevato – continua la Ammon – la probabilità di infezioni per i cittadini Ue che risiedono o visitano l’Hubei è stimato elevato. La probabilità di infezioni di cittadini Ue in altre province cinesi è considerata moderata e potrebbe aumentare nelle prossime settimane. C’è una probabilità da moderata ad elevata che vedremo ulteriori casi importati nell’Ue”. “Se questi casi vengono rilevati presto – prosegue – e vengono adottate misure appropriate, in particolare nei contesti sanitari, la probabilità di osservare ulteriori limitate trasmissioni da uomo a uomo nell’Ue è stimata da molto bassa a bassa. Se queste misure non vengono applicate e i casi vengono rilevati tardi allora il rischio di trasmissione secondaria è stimato essere alto”, conclude la direttrice dell’Ecdc.

“Chi proviene dalle zone interessate della Cina o ha avuto contatti con casi accertati di coronavirus deve essere isolato. Che lo siano anche i bambini mi sembra corretto. Ma di certo questo non vuol dire isolare tutti i bambini cinesi che stanno male, dato anche che in questo periodo circola tantissimo l’influenza stagionale”. A commentare con l’Adnkronos Salute la decisione di alcune Regioni del Nord Italia, che hanno chiesto al ministero della Salute di prevedere un periodo di isolamento per chi rientra dalla Cina anche fra i bambini che frequentano le scuole, è Massimo Andreoni, professore di Malattie infettive del policlinico Tor Vergata di Roma. “Ovviamente i sintomi respiratori sono molto frequenti in questo periodo – ribadisce l’esperto – e tutti i soggetti che provengano dalla Cina nelle ultime due settimane o abbiano avuto contatti con casi provati di coronavirus devono essere precauzionalmente isolati, fino alla dimostrazione della negatività al coronavirus. Eppure, gli scienziati hanno osservato che questo nuovo virus sta colpendo poco i bambini, mentre sono più vulnerabili gli anziani e i malati cronici. Evidentemente nei soggetti più giovani, con buon assetto immunitario, il coronavirus ha minori probabilità di esplicitarsi sotto forma di malattia. Questa chiaramente è un’ipotesi, ma altrimenti non si spiegherebbe perché ci sono così pochi soggetti giovani malati: le loro difese immunitarie si confrontano meglio col virus e, magari, hanno più spesso infezioni asintomatiche. Questo vorrebbe anche dire, però – conclude – che il numero di casi effettivi rispetto ai casi diagnosticati è molto superiore: se si ha una infezione non clinicamente manifesta, non viene diagnosticata come caso”.

Una eventuale sospensione della libertà di circolazione nell’area Schengen per contrastare il nuovo coronavirus identificato in Cina “è di gran lunga al di là delle nostre competenze come agenzia scientifica”. Spetta al “dibattito politico” e ai decisori politici adottare eventualmente misure simili, ma “da un punto di vista scientifico di certo non sarebbe giustificata al momento attuale”. Lo sottolinea la direttrice dell’Ecdc (l’equivalente europeo dei Cdc di Atlanta) Andrea Ammon, in audizione alla commissione Envi del Parlamento Europeo, a Bruxelles.

Iss: “Le misure adottate tutelano la salute dei bimbi”

Le misure adottate rispetto al rischio legato al coronavirus “tutelano la salute dei bambini e della popolazione”. Lo afferma l’Istituto superiore di sanita’ (Iss). Oggi i governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige che hanno chiesto al ministro della salute che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina sia applicato anche ai bambini che frequentano le scuole. Al momento, rileva l’Iss, “l’Italia e’ tra i paesi che hanno adottato le misure piu’ ampie ed articolate”.

Le misure adottate per le popolazioni scolastiche, precisa l’Iss, “sono quelle necessarie a tutelare la salutedella popolazione. Cio’ anche in considerazione della forte capacita’ e preparazione dei professionisti dei dipartimenti di prevenzione e di tutto il nostro SSN”. Al momento, inoltre, “l’Italia e’ tra i paesi che hanno adottato le misure piu’ ampie ed articolate per il controllo della diffusione dell’infezione nell’intera popolazione e altri paesi europei non hanno adottato misure specifiche per la popolazione scolastica”.

L’Iss ricorda quindi che “tutte le persone che rientrano dalla Cina se manifestano sintomi delle alte vie respiratorie o se sono state in contatto con portatore di coronavirus negli ultimi 14 giorni sono soggette a controllo sanitario cosi’ come i loro contatti”. L’OMS, rileva ancora, “sottolinea nei propri report quotidiani come sulla base delle conoscenze ad oggi acquisite l’infezione asintomatica sembra rara e che il rischio di trasmissione attraverso persone asintomatiche e’ molto raro negli altri coronavirus. La principale via di trasmissione sono persone sintomatiche attraverso tosse e starnuti”. Ed anche l’ECDC rende noto nei suoi report quotidiani che per il controllo della diffusione delle infezioni da coronavirus e’ fondamentale la tempestiva individuazione dei casi e la corretta gestione dei contatti. L’Iss ricorda che la situazione epidemiologica italiana mostra allo stato attuale 2 casi confermati in turisti provenienti dalla Cina e 25 casi nei paesi Europei. In Italia, afferma, “i casi confermati sono stati prontamente individuati e gestiti secondo le raccomandazioni internazionali e tutto il SSN gestisce prontamente i sospetti”. “Infine – conclude l’Istituto – giova ricordare che la situazione e’ in evoluzione, e’ continuamente monitorata e in caso di nuovi elementi il sistema e’ pronto ad adottare immediatamente gli ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari”.