Coronavirus, “i casi rilevati in Italia sono presenti da giorni”: ora la paura si sposta al Sud

"Non si può escludere che forse ci siano altri casi in incubazione, in quanto molte persone sono rimaste asintomatiche"

L’aumento progressivo dei casi del nuovo coronavirus rilevati in Italia non indica che l’epidemia si sta espandendo, ma che casi già presenti da almeno una decina di giorni ora vengono scoperti: lo ha detto all’ANSA il fisico esperto di sistemi complessi Alessandro Vespignani, direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston. “I casi adesso vengono scoperti, ma erano già quasi tutti li’” e “i numeri – ha aggiunto – saliranno ancora per un po’, ma l’epidemia non si sta espandendo”. 

“I test che vengono fatti in questi giorni in Italia permettono di tracciare i contatti”, ha proseguito Vespignani, e non si può escludere che forse ci siano altri casi in incubazione, in quanto molte persone sono rimaste asintomatiche”. E’ anche possibile, ha aggiunto, che “quello che sta accadendo adesso in Italia possa accadere in futuro in altri Paesi. Quello che viene fatti in questi giorni in Italia è un lavoro capillare di intercettazione“: adesso “bisognerà capire realmente quante generazioni di casi ci sono, ossia va calcolato il tempo che trascorre da una generazione all’altra delle infezioni”.

L’approccio aggressivo con il quale l’Italia sta affrontando l’epidemia lascia inoltre immaginare, ha aggiunto, che “i casi possano raggiungere un plateau per poi cominciare a scendere”. Di certo, ha sottolineato, “la cosa peggiore al momento potrebbe essere l’apertura di nuovi focolai: è un’eventualità che non si può escludere. Se questo dovesse accadere – ha concluso – senza dubbio la situazione diventerebbe più problematica”.

“Stiamo vivendo molto concentrati, cerando di coordinarci senza generare allarmismi e gestendo la situazione attraverso una comunicazione corretta. Stiamo lavorando con la Prefettura, la Regione e il governo. Ci sono una serie di presidi che stiamo mettendo in atto, bisogna seguirli. Non parliamo di pandemia, non si prende sfiorandosi per strada, ci sono una serie di azioni che vanno fatte, considerando la serietà dei comportamenti individuali e allo stesso tempo non spargendo né panico né allarmismi inutili”. A dirlo all’Adnkronos è il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, dopo che nella città si sono registrati diversi casi legati al Coronavirus.

“Siamo in zona gialla, al momento mi attengo a ciò che Ats, Regione e governo dicono perché è fondamentale per la comunicazione – spiega il primo cittadino -. Ieri abbiamo fatto una call conference con la Regione, che ha ribadito che siamo in zona gialla. Come sindaco avevo già emesso tre ordinanze sabato con contenuti che sono stati poi ribaditi ed estesi nell’ordinanza ministeriale e in quella della Regione Lombardia emanata ieri sera. Abbiamo chiesto una nota interpretativa e ci è stata data oggi. Stiamo lavorando con il prefetto con sinergia e con categorie economiche e con l’Ats per applicare al meglio le ordinanza e risolvere dubbi”. In queste ore, spiega inoltre, “con le categorie economiche abbiamo già realizzato vari incontri importanti per capire come affrontare la situazione e capire quali conseguenze avrà questa situazione per le imprese. Con intelligenza si stanno mettendo in atto buone pratiche, stiamo lavorando insieme cercando di capire come agire e comportarci”.

Adesso la paura si sposta al Sud Italia. Sono in molti infatti a aver deciso di tornare nei propri paesi d’origine. E l’avvertimento è quello di avvisare il Comune e le Asl e, se fosse necessario, avviare un periodo di quarantena volontaria. Non solo: oggi sembra risultare positiva al coronavirus che ieri è partita da Reggio Calabria verso Torino, viaggiando in treno.

L’invito all’attenzione è massimo: a tal fine si stanno prodigando i presidenti delle Regioni del Sud, ma anche i Sindaci delle varie città, chiedendo la possibilità di chiudere le scuole e confidando nel buonsenso dei cittadini nell’attuazione delle principali misure preventive e di sicurezza.