Coronavirus, la Cina e l’Ue ribadiscono il loro sostegno all’Italia: Padova ne studia il modello matematico

La Cina e l'Ue sono solidli e sostengono l'Italia nell'affrontare l'epidemia di coronavirus, nel frattempo a Padova si studia il modello matematico

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La Cina è pronta a condividere con l’Italia le informazioni e le esperienze e a offrire tutto l’aiuto e il sostegno possibile nell’affrontare l’epidemia di coronavirus. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri cinese nel briefing quotidiano con la stampa.

La Cina sta prestando seria attenzione all’avanzare dell’epidemia da coronavirus in Italia e dimostra empatia e vicinanza al popolo italiano. Da quando è esplosa l’epidemia, il governo e il popolo italiano hanno offerto sostegno e comprensione ai pazienti cinesi in Italia, e la Cina è profondamente grata per questo. C’è un rapporto di amicizia tra Italia e Cina”, ha affermato Zhao Lijian, uno dei portavoce del ministero.

Zhao ha sottolineato anche che ci si dovrebbe proteggere e aiutare vicendevolmente e che bisognerebbe rafforzare la cooperazione per garantire la sicurezza sanitaria e la vita dei nostri cittadini. “Mantenere la sicurezza e l’igiene pubblica di tutto il mondo è responsabilità di ogni paese. Desideriamo rafforzare la cooperazione con l’Italia unendo le forze e adottando misure necessarie e appropriate, efficaci per bloccare la diffusione transnazionale dell’epidemia“, ha concluso il portavoce.

Anche la Commissione europea ribadisce la sua solidarietà all’Italia e continua a lavorare su tutti i fronti per contenere il diffondersi del coronavirus. E’ quanto si legge in una nota pubblicata oggi da Bruxelles in cui si ricorda anche il “forte sostegno” agli sforzi intrapresi dall’Italia per fronteggiare l’emergenza espresso ieri dalla commissaria alla salute Stella Kyriakides in occasione della sua visita a Roma.

Padova ne studia il modello matematico.Stiamo studiando il modello matematico dell’infezione per cercare di capire chi è il potenziale contagiato positivo prima che venga alla luce. Questo ci consentirebbe di essere un passo avanti e di capire chi sottoporre al test attraverso l’analisi dei contatti”. Lo ha annunciato Stefano Merigliano, presidente della scuola di Medicina dell’Università di Padova, parlando nel corso di una conferenza stampa organizzata all’ospedale di Padova. Il progetto prevede la messa in rete delle competenze e delle conoscenze dell’Università di Padova e della Regione Veneto anche nel campo dell’intelligenza artificiale integrando modelli matematici con informazioni che derivano dai social.

Negli ultimi quattro giorni abbiamo analizzato circa 5 mila test, quindi più di mille al giorno. Forse è il più grande campione al mondo per verificare qual è il tasso di riduzione dell’infezione, e per capire come l’infezione si trasmette all’interno di un nucleo famigliare e attraverso i contatti”. Così nel corso di una conferenza stampa il professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di Microbiologia e virologia dell’Università di Padova. “Bisogna sfatare il luogo comune che l’Italia ha fatto troppi test: fino a 5 giorni fa avevamo fatto solo cento test perché ci eravamo attenuti alle direttive della Regione e del ministero” ha concluso.