“Siamo consapevoli che l’impatto economico diretto del coronavirus sarà maggiore, richiede delle misure molto più incisive. Abbiamo stanziato a caldo delle prime somme, 20 milioni, ma sicuramente ritorneremo con altri stanziamenti”. Lo annuncia il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa nella sede della Protezione Civile.
A rischio 60mila posti di lavoro. L’emergenza coronavirus rischia di avere un impatto elevatissimo sull’economia con una perdita di circa 3,9 miliardi di consumi. E’ il calcolo di Confesercenti che parla di “una stima conservativa, basata sull’ipotesi di una crisi limitata“. La frenata dei consumi, afferma l’associazione, avra’ conseguenze pesanti sul tessuto imprenditoriale: potrebbe portare alla chiusura di circa 15 mila piccole imprese in tutti i settori, dalla ristorazione alla ricettivita’, passando per il settore distributivo ed i servizi. L’impatto sull’occupazione potrebbe superare i 60mila posti di lavoro. La situazione e’ particolarmente grave nel turismo: “il comparto – afferma Confesercenti – è già in zona rossa, con le attività ricettive travolte da un diluvio di disdette, e la stagione primaverile, che vale il 30% circa del fatturato totale annuo del turismo, appare seriamente compromessa, con la prospettiva di ulteriori danni per alberghi e b&b, ma anche bar, ristoranti e attività commerciali”.
E intanto c’è chi specula sull’emergenza. Scattano i controlli di magistratura e Guardia di Finanza sui prezzi di mascherine e gel igienizzanti, dopo i rincari delle ultime ore in scia alla psicosi da coronavirus. A far partire i controlli è l’esposto presentato ieri dal Codacons a 104 procure, Fiamme Gialle e Antitrust, che denuncia rincari anche del 1.700% sui prodotti igienico-sanitari.
La viceministra dell’Economia e delle Finanze Laura Castelli apre a norme di contenimento dei prezzi. Immediata la replica del Codacons: “Esiste già una legge” nel settore agroalimentare che portebbe essere estesa “a tutti i prodotti” e applicata “anche al web per stroncare sul nascere ignobili speculazioni sui listini”.
I timori legati al Covid-19, che hanno spinto molti italiani ad acquistare prodotti igienico-sanitari nel tentativo di difendersi dal contagio, fanno schizzare alle stelle i prezzi di mascherine e gel igienizzanti. Nel suo esposto alla magistratura il Codacons ricorda che, ad esempio, il gel igienizzate dell’Amuchina da 80 ml – normalmente in commercio a circa 3 euro – viene venduto sul web a 22,5 euro la confezione, con un ricarico sul prezzo al pubblico del +650%.
Non va meglio per le mascherine protettive del viso, che prima del coronavirus erano vendute a meno di 10 centesimi di euro l’una e oggi arrivano a costare su internet 1,8 euro: un incremento, segnala il Codacons, del 1.700%. Un’“inaccettabile speculazione sulle paure degli italiani”, commenta il presidente dell’associazione Carlo Rienzi.L’indagine avviata per prima dalla Procura di Milano ipotizza “manovre speculative su generi di prima necessità” e “frode in commercio” ai sensi degli art. 501 bis e 515 del codice penale ed è condotta dai pm Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco. Alla magistratura milanese, secondo il Codacons, si aggiungeranno altre procure nelle prossime ore. I controlli sono confermati dal Governo, che avvia un dialogo per “adottare norme” che “dicano che non si possano aumentare oltremodo” i prezzi di mascherine e igienizzanti. “Ne stiamo parlando con il ministro Patuanelli e la Guardia di Finanza ha iniziato a fare una serie di controlli e ispezioni”, spiega la viceministra Castelli ai microfoni di Rai Radio 1. Il Codacons ricorda che in Italia “esiste già una legge” che “combatte i prezzi ‘anomali’ nel settore agroalimentare”.


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