Coronavirus, controlli su due cittadini italiani, l’esperto: “In Italia il virus non circola”

In Italia continuano i controlli su persone che presentano sintomi che fanno sospettare un contagio da coronavirus: gli ultimi aggiornamenti

Dopo l’apprensione per il primo caso di coronavirus rilevato in un cittadino italiano in isolamento alla Cecchignola, in Italia continuano i controlli su persone che presentano sintomi che fanno sospettare un contagio. I controlli stanno riguardando un uomo a Chieti e un 15enne nel Reatino. Le autorità, però, rassicurano che “il virus in Italia non circola” e che resta “improbabile” il rischio di contagio da soggetti asintomatici.

È un italiano di 43 anni, residente in provincia di Chieti, l’uomo che oggi pomeriggio si è presentato spontaneamente al pronto soccorso dell’ospedale di Chieti, lamentando sintomi influenzali e febbre“. Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione Abruzzo. “Ha riferito di essere rientrato dalla Cina (dall’area di Guangdong), lo scorso 28 gennaio, senza alcun problema di salute, ma di aver trovato a casa i familiari colpiti da influenza stagionale. Nel pomeriggio di oggi, dopo essersi accorto di avere la febbre, si è recato al policlinico Santissima Annunziata, dove è stato attivato precauzionalmente il protocollo ministeriale per il Coronavirus. Il paziente è stato ricoverato in isolamento nel reparto di malattie infettive in sorveglianza sanitaria. È stato già sottoposto a una serie di esami clinici e accertamenti, seguendo i protocolli adottati per questi casi“, scrive ancora la Regione.

Un campione biologico è stato inviato a Pescara, al laboratorio di riferimento individuato dalla Regione, per le analisi che dovranno stabilire se sia stato colpito da influenza stagionale o da altre patologie note, così da escludere il contagio da Coronavirus. Le condizioni dell’uomo al momento sono buone: non presenta particolari problemi respiratori e anche le radiografie toraciche non hanno evidenziato una polmonite in atto“, conclude la nota.

Minore reatino allo Spallanzani per verifiche

Un 15enne reatino è stato trasferito, insieme alla madre, dall’ospedale De Lellis di Rieti all’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani di Roma per accertamenti dopo aver accusato dei disturbi al rientro da un viaggio ad Hong Kong il 5 febbraio scorso. La notizia è stata confermata all’Ansa da fonti sanitarie. Il trasferimento è avvenuto in via precauzionale secondo quando previsto dalle disposizioni sanitarie impartite in seguito all’emergenza Coronavirus. Secondo quanto si è appreso, subito dopo il rientro, il giovane avrebbe accusato disturbi tali ad indurre la madre a sospettare un contagio da Coronavirus. La madre si è quindi rivolta ai sanitari del De Lellis di Rieti che hanno deciso il trasferimento allo Spallanzani per ulteriori accertamenti. Al momento non sono ancora noti gli esiti.

Negativi i test su un uomo ricoverato a Belluno

Sono negativi al coronavirus gli esami effettuati sulla persona ricoverata ieri a Belluno che, al rientro da una permanenza a Canton, in Cina, si era presentata con sintomi di febbre e tosse. Lo comunica la Direzione Prevenzione della Regione del Veneto, che ha ricevuto l’esito delle indagini effettuate dal Laboratorio di Riferimento Regionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova.

Rientrati gli ultimi studenti dalla Cina

Gli ultimi studenti italiani, costretti a terminare il programma scolastico in anticipo a causa dell’emergenza Coronavirus, sono atterrati nella tarda mattinata all’aeroporto di Fiumicino, passando prima per Londra. A provvedere al rientro degli studenti, che si trovavano nel paese asiatico dalla scorsa estate per l’inizio dell’anno scolastico, è stata Intercultura, Fondazione nata per sostenere il dialogo tra le culture e gli scambi tra giovani di varie nazioni. A quanto si è appreso, gli studenti hanno raggiunto Hong Kong da Shanghai e Pechino per poi spostarsi a Londra e quindi rientrare in Italia, in parte a Milano, in parte a Roma.

Ippolito: “In Italia il virus non circola”

Il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito tranquillizza, dichiarando che “in Italia non c’è circolazione locale del virus e secondo l’epidemiologo Gianni Rezza, resta “improbabile” il rischio di contagio da soggetti asintomatici. La quarantena per gli oltre 50 italiani rientrati da Wuhan e isolati alla Cecchignola “sarà modulata a seconda degli esami che saranno fatti nei giorni a venire e in base alle loro condizioni. Quattro tamponi erano già previsti – ha spiegato il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri – è evidente che chi ha avuto contatti con il ragazzo risultato positivo avrà un’estensione della quarantena“. Che tra di loro si possano verificare nuovi casi, secondo il direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore sanità Gianni Rezza, rimane una eventualità improbabile: “Anche se non si può escludere del tutto, ritengo molto improbabile che l’italiano risultato positivo possa avere trasmesso l’infezione a qualcun altro dei 55 italiani rientrati da Wuhan. Infatti, alla comparsa dei primissimi lievi sintomi, come la febbre, l’uomo è stato subito ulteriormente posto in isolamento. È chiaro che nessuno può escludere che possa esserci un nuovo caso, anche se improbabile, ma non è detto che, qualora si dovesse manifestare, esso sia dovuto ad una trasmissione da parte dell’italiano risultato positivo poiché tutti provenivano da Wuhan, epicentro dell’epidemia, ed è questo il vero rischio“.