Dalla Serbia a Israele, passando per la Croazia e l’Irlanda sono diversi i Paesi che stanno sconsigliando i viaggi in Italia a causa del numero dei casi di coronavirus registrati nel nostro Paese. “Fino a quando l’attuale situazione sanitaria non si sarà normalizzata”, il ministero degli Esteri serbo consiglia ai propri cittadini di non recarsi in Italia e ha intensificato i controlli ai valichi di frontiera per prevenire il rischio di contagio all’interno del proprio territorio. Anche il ministro della Sanità israeliano “raccomanda di non viaggiare in Italia” e sta valutando la possibilità di mettere in quarantena chiunque ritorni dal nostro Paese.
Allo stesso modo, il governo bosniaco ha chiesto ai suoi cittadini di evitare di recarsi in Italia e ha invitato chi negli ultimi sette giorni è rientrato dal nostro Paese di rivolgersi telefonicamente all’ufficio sanitario competente. Le autorità irlandesi hanno quindi aggiornato un ‘travel advice’, sconsigliano ai propri cittadini di recarsi nelle zone dell’Italia maggiormente interessate dai casi di contagio di coronavirus.
Dagli Stati Uniti è stata invece emanata un’allerta di livello uno per i viaggiatori diretti o di ritorno dall’Italia. Sul sito dei centri per il controllo delle malattie si legge che “l’epidemia di Covid-19 si è diffusa in Italia, il virus può passare da persona a persona. I viaggiatori diretti in Italia dovrebbero evitare contatti con persone malate e lavare spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o utilizzare un gel disinfettante con almeno il 60-95% d’alcol”.
La Germania, invece, non chiuderà le frontiere per proteggersi dall’espandersi del coronavirus in Italia. Maria Adebahr, portavoce del ministero degli Esteri di Berlino, ha aggiornato i suoi consigli ai viaggiatori: “Se necessario, informatevi presso l’ambasciata o il consolato italiano competente per la vostra zona prima di iniziare il vostro viaggio”. In Francia, gli studenti che hanno trascorso le vacanze in Lombardia o in Veneto, ma anche in Cina, Corea del sud, Hong Kong, Macao e Singapore, non potranno tornare a scuola alla ripresa delle lezioni, ma solo dopo aver trascorso un periodo di auto-isolamento di 14 giorni. Lo ha stabilito il ministero dell’Istruzione.
Preoccupazione delle autorità sanitarie in Grecia dopo che la presidente della comunita’ ellenica di Milano, Sofia Zafiropoulou, ha rivelato in un’intervista a Radio Thema che il medico lombardo – un dermatologo – colpito da coronavirus e’ stato ad una conferenza in Grecia, prima di recarsi in Germania e poi rientrare in Italia, dove ha mostrato i sintomi del virus. “Un collega italiano del professore di dermatologia ha verificato questa informazione – ha detto Zafiropoulou – . Era rientrato da una conferenza di Grecia, poi e’ andato in Germania, prima di rientrare in Italia”.
La Grecia ha sospeso le gite scolastiche in Italia e sta facendo rientrare le scolaresche che gia’ si trovano nel nostro Paese. Lo ha reso noto la ministra dell’istruzione Niki Kerameos. Intanto, la compagnia greca Aegean ha fatto sapere che “tutti i passeggeri in possesso di un biglietto per tutte le destinazioni del proprio network, con date di partenza da oggi fino al 20 marzo, che desiderano cambiarlo per una data successiva, a causa dell’epidemia di Coronavirus, possono farlo senza alcun costo. La compagnia informa, inoltre, che il suo piano di voli sarà regolare per tutte le destinazioni, compresa l’Italia, fino a nuovo avviso. Aegean continuerà a collaborare con le autorità competenti per eventuali ulteriori misure che potrebbero essere ritenute necessarie.”
I bambini e i ragazzi che hanno trascorso le vacanze invernali in Cina, a Hong Kong, Macao, Singapore, Corea del Sud ma anche in Lombardia o Veneto – rientrando a scuola oggi dopo due settimane – sono stati invitati in Francia a rimanere a casa: lo si legge in una lettera inviata dal provveditorato ai responsabili degli istituti francesi. I genitori di studenti di elementari, medie e liceo sono invitati – nel caso descritto – a trattenere a casa i loro figli per 14 giorni a partire dal loro rientro.
Rischio carenza dei medici di base. Nelle zone della Lombardia focolaio del Covid-19 e’ a rischio la presenza sul territorio dei medici di famiglia. E’ l’allarme della Federazione nazionale dei medici di medicina generale (Fimmg) che sottolinea la mancata sostituzione. Nelle ultime ore – spiega – ben 7 medici di base sono stati posti in quarantena nel Basso Lodigiano e altri 2 a Bergamo. Nei giorni scorsi era stato ricoverato il medico di Codogno che aveva visitato il 38enne risultato positivo, mentre a Vo’ Euganeo, in Veneto, altri tre medici di base sono in isolamento.
Presso gli ambulatori, gli assistiti dei medici assenti nel Basso Lodigiano hanno trovato dei cartelli che li indirizzano genericamente agli studi di altri medici di famiglia. Dalla Federazione dei medici di Medicina generale riferiscono che almeno per il momento non c’e’ stata alcuna indicazione da parte delle istituzioni sulla possibilita’ che i camici bianchi assenti vengano subito sostituiti da altri colleghi, anche provenienti da diverse zone. “Quello che vorremmo evitare – dicono – e’ che chi ha delle patologie e deve essere controllato finisca per recarsi negli ospedali, intasando i pronto soccorso e probabilmente esponendosi al rischio coronavirus”.


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