Coronavirus, è allarme in pianura Padana: 50.000 persone in isolamento in provincia di Lodi [DETTAGLI]

Sono almeno 50.000 le persone in isolamento: l'ordinanza relativa all'emergenza coronavirus in Lombardia prevede varie misure restrittive per dieci Comuni del lodigiano

Allarme coronavirus in Pianura Padana dopo i diversi casi registrati oggi. Un giorno negativo per l’Italia: è stato scoperto il primo contagiato in Italia, e dopo di lui se ne contano al momento altri 13 in Lombardia e 2 in Veneto. Scatta dunque l’allarme: scuole chiuse domani a Piacenza, Veneto verso lo stop e Pianura Padana blindate.

Sono almeno 50.000 le persone in isolamento: l’ordinanza relativa all’emergenza coronavirus in Lombardia prevede varie misure restrittive per dieci Comuni del lodigiano. Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e Sanfiorano. I residenti complessivi sono oltre 50 mila.

Questi, nel dettaglio, gli obblighi previsti nei dieci comuni dal provvedimento firmato dal Ministro della Salute Roberto Speranza e dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: sospensione di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi essenziali; sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali tra cui la zootecnia, e di quelle che possono essere svolte al proprio domicilio (quali, ad esempio, quelle svolte in telelavoro); sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti, anche al di fuori dell’area indicata, ad esclusione di quelli che operano nei servizi essenziali; sospensione della partecipazione ad attività ludiche e sportive per i cittadini residenti nei predetti comuni indipendentemente dal luogo di svolgimento della manifestazione; sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado; sospensione della frequenza delle attività scolastiche e dei servizi educativi da parte della popolazione residente, con l’esclusione della frequenza dei corsi telematici universitari; interdizione delle fermate dei mezzi pubblici.

“I lavoratori impiegati nei servizi essenziali – si legge ancora nell’ordinanza – sono ammessi al lavoro previa verifica quotidiana dello stato di salute, con riguardo ai sintomi e segni della COVID19 a cura dei datori di lavoro”. La valutazione in merito al mantenimento e alla modifica delle presenti misure viene quotidianamente effettuata congiuntamente dal Tavolo di coordinamento di Regione Lombardia congiuntamente con le Autorità centrali. Il Prefetto di Lodi è incaricato dell’esecuzione.