Coronavirus, “isolamento per gli alunni” in 4 regioni del Nord Italia: il vademecum dei medici contro le bufale 

I governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige hanno chiesto che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina sia applicato anche ai bambini

I governatori di VenetoLombardiaFriuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige hanno scritto una lettera comune al Ministero della Sanità chiedendo che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina sia applicato anche ai bambini che frequentano le scuole. “Non c’è nessuna volontà di contrapposizioni politiche, né tantomeno di ghettizzare: vogliamo solo dare una risposta all’ansia dei tanti genitori visto che la circolare non prevede misure in tal senso”, dice il Presidente del Veneto, Luca Zaia.

La lettera al ministro della Salute inviata dai presidenti di Veneto, Lombardia, Friuli V.G. e Trentino, chiede di integrare la circolare del dicastero sulle misure per gli studenti “prevedendo un ulteriore elemento di tutela verso i bambini che frequentano i servizi educativi per l’infanzia e gli studenti soggetti ad obbligo scolastico, prevedendo, in via del tutto precauzionale, un periodo di 14 giorni prima del rientro a scuola da parte degli studenti, di qualsiasi nazionalita’, italiani compresi, giunti in Italia dalle aree affette della Cina”. Lo si legge nel documento inviato al ministro Speranza dai presidenti Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana e Maurizio Fugatti. I quattro governatori sottolineano che, anche a seguito del Report n.12 dell’Oms, il quale afferma che la trasmissione da Coronavirus in soggetto asintomatico e’ “rara ma possibile” e considerato che le conoscenze sul virus e sulla reale situazione epidemiologica sono limitate, “e’ di tutta evidenza che quelle di contenimento sono le uniche misure preventive a nostra disposizione per cercare di limitare la diffusione del virus”.

La richiesta, spiega ancora la lettera dei 4 presidenti del Nord, si spiega con il fatto che, pur a fronte delle indicazioni contenute nella circolare ministeriale 3187 del primo febbraio, “i genitori dei bambini che frequentano i servizi educativi per l’infanzia e le scuole primarie hanno comunque manifestato preoccupazione in relazione alle indicazioni riferite ai comportamenti caratteristici nelle diverse fasce d’eta'”.

Negli studi dei medici di famiglia il vademecum contro le bufale 

Con l’emergenza coronavirus dilaga anche la psicosi, con paure alimentate spesso da fake news diffuse soprattutto in Rete. Per arginare le bufale, la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) di Roma e provincia ha elaborato un vademecum che nelle prossime ore sarà affisso in tutti gli studi. Il documento, scaricabile dal sito della Fimmg Roma, spiega cosa fare e cosa evitare per proteggersi senza farsi spaventare da notizie infondate.

I medici di famiglia consigliano: la pulizia frequente delle mani con acqua e sapone; osservare le norme di buona educazione coprendosi la bocca quando si tossisce o starnutisce; evitare il contatto ravvicinato con chiunque abbia febbre e tosse; in caso di febbre, tosse e difficoltà respiratorie ad insorgenza rapida, dopo un viaggio o contatti con persone a rischio, consultare il medico via telefono.

La Fimmg Roma ricorda poi che le scuole sono state informate e sono stati messi in atto tutti i meccanismi di controllo e sicurezza come indicato dal ministero della Salute. Inoltre, per quanto riguarda le mascherine, i medici ricordano che non forniscono alcuna protezione dal coronavirus: servono solo a non far diffondere il virus da parte di chi lo ha già contratto.

Attenzione anche al ‘contagio’ dell’intolleranza. Il virus proviene dalla Cina, sottolineano i camici bianchi, e non dai cinesi residenti in Italia. L’invito è ad evitare intolleranze e sospetti, in quanto il potenziale contagio è limitato a chi è stato nelle zone a rischio o è venuto a contatto con persone provenienti dalle zone infette. Il pericolo cessa dopo 15 giorni dal contatto con il rischio. Non ultimo il consiglio di non tener conto delle bufale che circolano nei social, “che stanno flagellando al popolazione ancor più dell’epidemia stessa”, dicono i medici.

“Il razzismo è più pericoloso e contagioso”

Anche il Codacons scende in campo “contro la psicosi da coronavirus e gli atti di intolleranza verso la comunità cinese”. I dirigenti dell’associazione consumatori, guidati dal presidente Carlo Rienzi, hanno pranzato oggi in un ristorante cinese di Roma. “Il razzismo è senza dubbio più pericoloso e dannoso del coronavirus e si diffonde a una velocità immensamente maggiore“, è il messaggio.

“Abbiamo deciso di compiere un gesto simbolico per combattere fake news e bufale e per contrastare i crescenti casi di intolleranza registrati contro i cittadini cinesi – afferma Rienzi – L’allarme coronavirus sta infatti provocando un danno economico ingente a negozi e ristoranti asiatici, da cui gli utenti si tengono immotivatamente lontani nella errata convinzione che tali luoghi possano essere veicoli di contagio, ma soprattutto sta generando atti di intolleranza verso la comunità cinese, estremamente pericolosi e da stroncare sul nascere.

Per tale motivo oggi i dirigenti del Codacons hanno deciso di pranzare in un ristorante cinese della capitale, per dimostrare come non esista alcun pericolo nel frequentare esercizi gestiti da cinesi, considerato che il cibo servito viene acquistato in Italia”.

“Riteniamo – conclude Rienzi – che le sole situazioni di potenziale rischio per la salute umana siano i grandi assembramenti di persone, e per tale motivo ribadiamo la richiesta di misure restrittive sul fronte di stadi, manifestazioni di piazza, eventi religiosi o sportivi collettivi, che vedono coinvolti cittadini provenienti da tutto il mondo”.