Coronavirus, italiano in quarantena portato allo Spallanzani: “Curva epidemica ancora in crescita, 3-4mila casi al giorno”

Resta alta l'attenzione in merito al Coronavirus: il paziente italiano cui si sospetta il contagio è stato trasferito allo Spallanzani, mentre non si arresta la diffusione

E’ stato trasferito all’ospedale Spallanzani di Roma uno dei 56 italiani in quarantena alla citta’ militare della Cecchignola a Roma. Il paziente, per il quale si sospetta il contagio da coronavirus, sara’ sottoposto ad accertamenti

“L’Ares 118 ha portato a termine il trasporto in biocontenimento con la Centrale operativa di Roma“, precisa in una nota l’assessore alla Sanità e l’Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

E intanto permane l’allerta con la curva epidemica che non si appresta a fermarsi: sono 3-4mila i casi al giorno. C’è anche chi, come una voce fuori dal coro, non teme il contagio: è la testimonianza della docente italiana a Wuhan.

Docente italiana a Wuhan: “Preferisco stare qui”

“Non ho paura. La gente esce di casa, corre al parco, si incontra ed è solidale. C’è molto volontariato per aiutare chi è rimasto qui. Si è creata, di fatto, una nuova normalità”. Lo dice Sara Platto, 46enne bresciana, docente all’universita’ di Wuhan, che ha scelto di rimanere in Cina nonostante l’epidemia di coronavirus. “Attendiamo con trepidazione il 14 febbraio, quando i servizi essenziali dovrebbero ripartire, ma scuole e università non riapriranno almeno fino a fine mese” racconta la docente. “Mi hanno contattata più volte dall’Italia, ma preferisco restare qui con mio figlio. Non ho paura. Si puo’ discutere sui tempi, ma quanto è stato fatto dalla Cina, con il lockdown di intere città non ha precedenti nel mondo. Il Governo – aggiunge – ha posto la tutela della salute al di sopra degli interessi economici. Per questo spero che anche la comunita’ internazionale riconosca gli sforzi e sia vicina alla Cina in questo momento delicato”.

Terzo caso in Gran Bretagna: contagio non nel Regno

Terzo caso di coronavirus nel Regno Unito. Lo riferisce oggi il ministero della Sanità, precisando che una persona è stata testata positiva nelle ultime ore. Come nei precedenti due casi confermati, riguardanti due cittadini cinesi giunti nel Regno da pochi giorni, anche questo contagio non risulta essere avvenuto all’interno del Paese.

L’annuncio e’ stato dato dal professor Chris Whitty, responsabile dei servizi medici in Inghilterra in seno al ministero (England’s Chief Medical Officer), il quale ha sottolineato che la persona contagiata e’ stata trasferita in uno dei 4 centri principali per la cura delle malattie infettive del Paese. Gli altri due pazienti restano da parte loro ricoverati per le terapie del caso al Royal Victoria Infirmary di Newcastle upon Tyne. In un comunicato, Whitty scrive: “Un ulteriore paziente è stato testato positivo al coronavirus, portando il totale dei casi nel Regno Unito a tre. L’individuo non e’ stato contagiato nel Regno”.

Nella stesa nota si rassicura inoltre l’opinione pubblica sulla reazione del sistema sanitario nazionale britannico (Nhs) di fronte all’emergenza: “Stiamo adottando misure vigorose – vi si legge – per prevenire ogni possibile ulteriore diffusione del virus. L’Nhs e’ ben preparata a seguire questi casi e sta lavorando ora rapidamente per identificare ogni contatto che il paziente abbia avuto”.

“Curva epidemica ancora in crescita, 3-4 mila casi al giorno”

Per l’emergenza coronavirus “la situazione è in evoluzione. La curva delle infezioni è ancora in crescita. Ogni giorno aumenta il numero di contagi di 3/4mila unità. Finché questa crescita è costante non possiamo, prevedere quanto ancora durerà”.

A dirlo è il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, a margine della presentazione di un progetto di prevenzione dei tumori attraverso lo sport, al Coni a Roma. Sappiamo, ha spiegato, “che la curva dei contagi all’interno della Cina è costantemente in crescita. E mentre al fuori del paese asiatico fino a ieri sembrava un po’ più bassa, ora un pochettino è in ripresa. Quindi, solo giorno per giorno possiamo dire quale sarà l’andamento”. “E’ chiaro che le misure di contenimento, il cordone sanitario di grosse città nella provincia di Hubei e della città di Wuhan, il blocco dei voli, il controllo delle triangolazioni, il blocco di alcune compagnie riduce le chance che qualcuno possa portare il virus in giro. Ma – ribadisce – la situazione è fluida e siamo pronti ad adeguare le misure rispetto all’evoluzione della situazione”.

“E’ importante una corretta gestione dei rimpatri”

“Come abbiamo osservato in Cina, il nuovo coronavirus può creare una vera crisi sanitaria, sociale, economica e politica, se diventa epidemia”. Così all’Adnkronos Salute Arnaud Fontanet, il direttore del dipartimento di salute globale dell’Istituto Pasteur di Parigi, struttura che “per prima in Europa ha annunciato” di aver isolato e sequenziato il 2019-nCov, precisa. “C’è molta sensibilizzazione mediatica in Francia – nota l’esperto – ciò che è importante è mantenere un alto grado di vigilanza nei confronti di chi è rientrato dalla Cina, che potrebbe sviluppare febbre e sintomi respiratori, in modo che sia chiara l’importanza di chiamare un numero di emergenza per la corretta gestione. Ciò si è rivelato utile per l’isolamento rapido e il follow-up dei contatti“, conclude Fontanet.