Coronavirus, lo studio: “La clorochina è una possibile cura”

La clorochina, un farmaco utilizzato per la prevenzione e la terapia della malaria e di alcune patologie autoimmuni, puo' inibire in vitro l'infezione causata dal Coronavirus 2019-nCov

La clorochina, un farmaco utilizzato per la prevenzione e la terapia della malaria e di alcune patologie autoimmuni, può inibire in vitro l’infezione causata dal Coronavirus 2019-nCov. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Cell Research da alcuni ricercatori cinesi dell’Istituto di virologia di Wuhan, dell’Accademia cinese delle Scienze e dell’Istituto di farmacologia e tossicologia di Pechino.

La clorochina, è in grado di bloccare le infezioni virali modificando i livelli di acidità e basicità all’interno delle cellule bersaglio e interferendo sui recettori del Coronavirus SARS. Secondo le più recenti ricerche, la clorochina ha dimostrato un effetto antivirale nelle fasi di ingresso e post-entry dell’infezione da Coronavirus nelle cellule Vero E6. Queste cellule, derivate dal rene di cercopiteco verde, una scimmia di origine africana, rappresentano una delle linee cellulari di mammiferi piu’ comunemente usate negli studi microbiologici, biologici e molecolari. La ricerca ha inoltre dimostrato anche un’attivita’ immunomodulante di questo farmaco, capace di migliorarne gli effetti antivirali in vivo.

Allo stesso tempo, i ricercatori hanno notato l’ampia distribuzione della clorochina in tutto il corpo, compresi i polmoni, una volta somministrata per via orale. Secondo gli scienziati, la clorochina e’ potenzialmente applicabile in ambito clinico contro il nuovo Coronavirus 2019-nCov. Sun Yanrong, vicedirettore del China National Center for Biotechnology Development, ha confermato gli effetti della clorochina nell’inibire l’infezione causata dal Coronavirus durante una conferenza stampa tenuta ieri dalla Commissione Sanitaria Nazionale cinese.