Coronavirus, la Lombardia si ferma: domani scuole chiuse e stop eventi. “Se la situazione degenera, possibile Milano come Wuhan”

La Lombardia reagisce al coronavirus con una serie di misure di prevenzione: se dovesse scattare la necessità di una fase due su Milano, possibili misure più drastiche

Sale il numero dei contagi per il coronavirus, così Milano e la Lombardia si fermano. La Regione, con un’ordinanza, ha disposto la chiusura a partire da lunedì e per almeno una settimana di tutte le scuole di ordine e grado. Resteranno chiusi al pubblico anche i musei e sono state sospese le manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, sia nei luoghi pubblici che privati. Tra i primi settori a fermarsi il mondo della cultura. In una nota anche in inglese pubblicata su Facebook, il Teatro alla Scala ha comunicato la sospensione di “tutte le rappresentazioni a titolo cautelativo in attesa delle disposizioni delle autorità competenti“. L’ordinanza regionale ha spinto inoltre diverse aziende ed enti ad annullare appuntamenti già annunciati. L’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) di Milano ha disposto “a titolo precauzionale” la sospensione di tutte le attività didattiche e le conferenze pubbliche a Palazzo Clerici da lunedì 24 febbraio a sabato 29 febbraio.

Bayer Italia, d’intesa con Ersaf e Regione Lombardia, ha rinviato a data da destinarsi Agrievolution, l’evento dedicato alla conoscenza delle nuove tecnologie in agricoltura, in programma domani alle ore 16:30 presso il centro vitivinicolo Riccagioia di Torrazza Coste in provincia di Pavia. Stop anche alla presentazione del libro ‘Riflessioni sulle questioni antisemite’ prevista per domani al Memoriale della Shoah di Milano e la chiusura dello stesso Memoriale. A causa dell’emergenza coronavirus è stata annullata la conferenza stampa fissata per domani 24 febbraio alle ore 12, nella sede del Centro delle Professioni del Kilometro Rosso, per presentare il neocostituito laboratorio congiunto promosso da Consorzio Intellimech e da IIT Istituto Italiano di Tecnologia. Un evento organizzato dalla Confindustria di Bergamo. Non si terrà infine la conferenza stampa di presentazione dell’evoluzione del Progetto CO2 prevista per domani alle 11 presso Palazzo Marino.

Fontana: “Se la situazione degenera, possibile Milano come Wuhan”

Milano come Wuhan?Se la situazione dovesse degenerare si può pensare a iniziative di questo genere, se ciò dovesse avvenire ne dovremmo prendere atto, adesso le condizioni non ci sono”. Così il governatore della Lombardia Attilio Fontana replica alla giornalista Lucia Annunziata che gli chiede se il capoluogo lombardo rischia di fare la fine della città cinese uno dei focolai del coronavirus. Se dovesse scattare la necessità di una fase due su Milano, Fontana sarebbe pronto a “iniziative ancora più drastiche e vigorose“.

500 uomini a presidio dei varchi nelle zone del focolaio

Sono circa 500 gli uomini e le donne delle forze di polizia e delle forze armate che verranno inviati in Lombardia e Veneto per presidiare gli accessi alle aree focolaio del Coronavirus e che devono restare isolate. Il personale sara’ integrato a quello gia’ presente sul territorio e sara’ coordinato a livello locale dai prefetti, cui spettera’ anche il compito di indicare le ‘regole di ingaggio’ per gli uomini impegnati a far rispettare le disposizioni contenute nel decreto del Consiglio dei ministri.

Nessun posto di blocco, ma una “vigilanza dinamica” delle strade: in attesa delle nuove disposizioni governative, la cintura rossa del Lodigiano viene presidiata cosi’ dalle forze dell’ordine. A riferirlo sono gli stessi agenti della polizia impegnati in un’area di servizio di Casalpusterlengo. Fonti della Difesa, interpellate dall’ANSA, precisano che al momento non e’ previsto l’utilizzo dell’Esercito per il presidio della zona. Percorrendo in auto la strada che da Piacenza passa per Codogno e conduce fino a Casalpusterlengo al momento non ci sono posti di blocchi. Rispetto a questa mattina si notato piu’ persone in strada, a piedi o in bici, la maggior parte senza mascherina.

Le pattuglie delle forze di polizia presidieranno 24 ore al giorno 35 varchi di accesso alla zona rossa nel lodigiano, che comprende il territorio di 10 comuni, e 8 varchi per entrare nel territorio di Vo’ Euganeo. Il piano di cinturazione delle zone individuate come focolaio dalla diffusione del Coronavirus e’ stato definito questa mattina al Dipartimento di Pubblica Sicurezza presieduta dal capo della Polizia Franco Gabrielli, in contatto costante con i prefetti di Lodi e Padova.

I varchi da presidiare per impedire di entrare ed uscire dalle zone focolaio sono stati indicati dai prefetti di Lodi e Padova nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato anche i direttori centrali delle diverse direzioni del Dipartimento. Ai presidi ci sara’ personale interforze e in queste ore il Dipartimento di Pubblica Sicurezza sta predisponendo l’invio nelle aree di ulteriore personale, in modo da garantire un controllo costante su tutte le 24 ore. All’interno delle aree indicate, secondo quanto si apprende, sara’ possibile spostarsi e i controlli non saranno fissi: ci saranno pattuglie come gia’ normalmente accade per i servizi quotidiani di controllo del territorio. Nel corso della riunione e’ stato anche ribadito – cosi’ come gia’ indicato nelle circolari firmate dal direttore centrale di sanita’ del Dipartimento – che tutti gli operatori impegnati nei servizi nelle aree focolaio avranno in dotazione le protezioni individuali previste dai protocolli sanitari.

Il San Raffaele chiude al pubblico alcuni reparti

Stop alle visite da parte di parenti e amici ai pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva e neurochirurgia all’ospedale San Raffaele di Milano. E’ uno dei provvedimenti presi e pubblicati oggi dalla struttura, dove si trova ricoverato un uomo di Sesto San Giovanni risultato positivo al virus Sars-Cov-2. In base alle disposizioni della direzione regionale Welfare della Lombardia, il San Raffaele ha deciso che le visite ai reparti, si legge, sono possibili solo negli orari indicati sul sito della struttura e un visitatore per volta. Per alcuni reparti sono state decise restrizioni maggiori, come appunto stop ai visitatori per terapia intensiva e neurochirurgia. E’ stata inoltre deciso che l’attivita’ chirurgica in elezione potrebbe subire dei cambiamenti, di cui verranno informate direttamente le persone interessate. Blindato anche l’ospedale di Monza, dove e’ ricoverato il paziente di Crema risultato positivo al Coronavirus. Il reparto di terapia intensiva e ad altri collegati sono stati chiusi all’ingresso al pubblico, in attesa di ulteriori controlli.

Dal Ministero della Giustizia ordinanza per I dipendenti lombardi

Il ministero della Giustizia, attraverso i suoi Dipartimenti – Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria (DOG), Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunita’ (DGMC) e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) – ha emanato indicazioni urgenti che riguardano i dipendenti di tutta l’amministrazione e gli utenti della Giustizia che vivono nei Comuni delle zone coinvolte dal contagio del coronavirus Covid-19. “In relazione a quanto deciso dal Ministro della Salute, d’intesa con il Presidente della Regione Lombardia, con ordinanza del 21.2.2020 – spiega il ministero -, si dispone che tutti gli operatori penitenziari residenti o comunque dimoranti nei Comuni di Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano siano esonerati dal recarsi in servizio presso le rispettive sedi fino a nuove disposizioni“.

Parimenti dovra’ escludersi l’accesso agli istituti di chiunque altro provenga, abbia residenza o domicilio nei suddetti Comuni (personale esterno, insegnanti, volontari, familiari, ecc.). Saranno inoltre sospese, fino a nuova disposizione, le traduzioni dei detenuti verso e da gli istituti penitenziari rientranti nella competenza dei Provveditorati di Torino, Milano, Padova, Bologna e Firenze – prosegue il ministero della Giustizia –. E’ istituita una unita’ di crisi presso il Dipartimento – Direzione Generale Detenuti e Trattamento, per assicurare il costante monitoraggio dell’andamento del fenomeno e delle informazioni relative ai casi sospetti o conclamati, nonche’ per l’adozione tempestiva delle conseguenti iniziative“.