Coronavirus, “troppo presto” per prevederne la fine: “E’ una minaccia per tutti, il mondo deve svegliarsi”

E' "troppo presto" per indicare quando finirà l'epidemia causata dal nuovo coronavirus. Lo ha affermato l'Organizzazione mondiale della Sanità

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E’troppo presto per indicare quando finirà l’epidemia causata dal nuovo coronavirus. Lo ha affermato l’Organizzazione mondiale della Sanità. “Questa epidemia è un test di solidarietà politica, finanziaria e scientifica. Dobbiamo riunirci per combattere un nemico comune che non rispetta i confini, garantire che abbiamo le risorse necessarie per porre fine a questa epidemia e portare la nostra migliore scienza in primo piano per trovare risposte condivise a problemi condivisi. La ricerca è parte integrante della risposta alle epidemie”. Lo ha dichiarato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, alla fine del meeting di due giorni a Ginevra sulla risposta all’epidemia. “Apprezzo la risposta positiva della comunità di ricerca di unirsi a noi in breve tempo e di elaborare piani concreti e l’impegno a lavorare insieme”, ha aggiunto.

“Il numero di casi segnalati da altri Paesi non è cambiato dal 4 febbraio. Dei 48 nuovi casi confermati ieri fuori dalla Cina, 40 erano a bordo della nave da crociera Diamond Princess, attualmente in quarantena a Yokohama”. Lo ha detto a Ginevra il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

“Siamo in costante contatto con il governo giapponese, l’Organizzazione marittima internazionale e il proprietario della nave per proteggere la salute di tutti i passeggeri“, ha aggiunto. “Ora abbiamo tre navi da crociera – ha proseguito – che hanno avuto l’autorizzazione a entrare in porto ritardata o cui è stato negato l’ingresso nei porti, spesso senza una valutazione del rischio basata sull’evidenza. Insieme all’Organizzazione marittima internazionale, emetteremo un comunicato a tutti i Paesi per rispettare il principio di ‘pratique gratuito’ per le navi e il principio di cura adeguata per tutti i viaggiatori, in conformità con il Regolamento sanitario internazionale. Abbiamo inoltre stabilito linee di comunicazione con l’Imo, la Cruise Lines International Association e i principali operatori crocieristici per assicurarci di avere informazioni accurate”, ha concluso.

“E’ una minaccia per tutti, il mondo deve svegliarsi”

Il coronavirus emerso in Cina “è un virus molto grave, il mondo deve svegliarsi e combattere questo nemico comune dell’umanità, e deve farlo unito: è una minaccia per tutti”. Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, alla fine del meeting di due giorni a Ginevra sulla risposta all’epidemia.

“E’ tempo di essere uniti e attaccare il virus. Calmiamoci, no al panico e alla paura”, ha aggiunto. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha poi voluto riconoscere i meriti della Cina: “Hanno identificato il patogeno in tempi record e condiviso la sequenza, aiutando così gli altri Paesi a preparare un test diagnostico” in grado di rilevarlo, per difendersi dal contagio. La Cina, insomma, sta affrontando in modo corretto questa minaccia, ha sottolineato il direttore generale dell’Oms.

“La ricerca va avanti velocemente” 

“Il forum di ricerca e innovazione su Covid-19 si è concluso questo pomeriggio. Sono stato molto incoraggiato a vedere l’energia e la velocità con cui la comunità di ricerca globale ha raccolto questa sfida. Mentre parliamo, i gruppi di ricerca si incontrano con i principali finanziatori della ricerca per iniziare immediatamente a lavorare sulle cose più urgenti”. Lo ha detto a Ginevra il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Foto Paula Bronstein/Getty Images

“Alcuni di questi problemi – ha aggiunto – includono la diagnostica di facile applicazione, i migliori approcci per la prevenzione delle infezioni, le potenziali terapie che potrebbero essere utilizzate per trattare i pazienti, i candidati al vaccino esistenti e come accelerarli, e come affrontare l’infodemia. Stiamo anche effettuando indagini più approfondite per identificare la fonte di questo virus e per impedire l’ulteriore trasmissione dagli animali agli esseri umani”.

“L’Oms – ha spiegato il direttore – sta attualmente sviluppando un piano generale per coordinare le sperimentazioni cliniche e garantire che siano condotte in modo coerente. Nel frattempo, continuiamo a supportare i Paesi con gli strumenti e le attrezzature di cui hanno bisogno ora per diagnosticare i casi e proteggere gli operatori sanitari. Abbiamo spedito kit diagnostici ai laboratori di tutto il mondo e continueremo a farlo”.

“Stiamo anche inviando forniture di maschere, guanti, abiti e altri dispositivi di protezione individuale per proteggere gli operatori sanitari in prima linea in 18 Paesi che hanno bisogno del nostro supporto e ne abbiamo altri in cantiere. Infine, il nostro team avanzato in Cina ha fatto buoni progressi nell’elaborare la composizione del team e la portata del suo lavoro. Speriamo di avere presto altre novità”, ha concluso.

Gli esperti Oms stilano la priorità per la ricerca su Covid-19

Stilate dai principali esperti di salute di tutto il mondo, presso la sede centrale dell’Organizzazione mondiale della sanità di Ginevra, le priorità per la ricerca sulla nuova malattia Covid-19, emersa in Cina. Gli esperti si sono riuniti per identificare i punti oscuri e lavorare insieme per accelerare e finanziare la ricerca necessaria per aiutare a fermare questo focolaio e prepararsi per eventuali focolai futuri.

Foto Paula Bronstein/Getty Images

Il forum di 2 giorni, ospitato in collaborazione con GloPID-R (Global Research Collaboration for Infectious Disease Preparedness), ha riunito i principali finanziatori della ricerca e oltre 300 fra scienziati e ricercatori di una grande varietà di discipline. Gli esperti hanno analizzato la storia naturale del virus, la sua trasmissione e diagnosi; la ricerca animale e ambientale sull’origine del virus; gli studi epidemiologici disponibili; la caratterizzazione clinica e la gestione della malattia causata dal virus. Ma anche temi di prevenzione e controllo delle infezioni, compresi i modi migliori per proteggere gli operatori sanitari; la ricerca e sviluppo per terapie e candidati vaccini e altri aspetti.

“Questo incontro ci ha permesso di identificare le priorità urgenti per la ricerca. Come gruppo di finanziatori continueremo a mobilitare, coordinare e allineare i nostri finanziamenti per consentire la ricerca necessaria per affrontare questa crisi e fermare l’epidemia, in collaborazione con l’Oms”, ha affermato Yazdan Yazdanpanah, presidente di GloPID-R.

L’esperto ha puntato l’attenzione sull’accesso equo: “Condividere i dati e raggiungere i soggetti più bisognosi, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito, è fondamentale per questo lavoro che deve essere guidato da considerazioni etiche in ogni momento”. Durante l’incontro, gli oltre 300 scienziati e ricercatori hanno concordato su una serie di priorità di ricerca globali. Hanno anche delineato i passi per continuare le collaborazioni scientifiche in campo. Le decisioni di oggi costituiranno la base di una tabella di marcia per la ricerca e l’innovazione che sarà utilizzata da ricercatori e finanziatori per accelerare la risposta della scienza a questo nemico “dell’umanità“, come ga detto più volte il direttore dell’Oms.