Si aggrava il bilancio del nuovo coronavirus che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso: sono 725 i morti e 34.939 i contagiati. La Cina la regione maggiormente colpita con 722 morti, 86 in più rispetto a ieri: tra di loro anche un cittadino americano di 60 anni. Si tratta del primo straniero deceduto in un ospedale di Wuhan.
Gli altri due casi sono stati registrati, rispettivamente, a Hong Kong e nelle Filippine. Un giapponese di circa 60 anni è deceduto oggi per una grave polmonite a Wuhan, città dell’epicentro dell’epidemia: malgrado i sospetti sul coronavirus, il ministero degli Esteri di Tokyo ha detto che nessuna conclusione finale poteva essere raggiunta. Nel briefing online con i media di giovedì, la portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying aveva parlato di 19 stranieri contagiati, di cui due guariti e 17 curati in isolamento.
Cinque nuovi casi in Francia
La ministra della Salute francese, Agne’s Buzyn, ha annunciato “cinque nuovi casi di contagio da coronavirus sul suolo francese”. Si è trattato di un cluster – ha spiegato – ossia legati tutti a un solo contagio. In totale sono ora undici i casi confermati in Francia. Si tratta di cinque cittadini britannici, quattro adulti e un bambino, che alloggiavano nello stesso chalet, nella località di Contamines-Montjoie. Sono stati tutti contagiati da uno di loro, un cittadino britannico, che era stato a Singapore tra il 20 e il 23 gennaio e che, dopo il suo rientro, ha trascorso alcuni giorni in montagna, insieme agli altri, alloggiando tutti nello stesso chalet. I contagiati sono stati ricoverati all’ospedale di Lione e, ha spiegato Buzyn, le loro condizioni non destano preoccupazione. Per via del fatto che il bimbo ha frequentato due scuole -una nel comune in cui risiede, un’altra per un corso di francese- entrambe sono state chiuse per la prossima settimana; e i bambini di queste scuole saranno monitorati per capire se sono stati in contatto con il bimbo malato e se hanno problemi.
Hong Kong impone la quarantena per chi entra
Hong Kong si è data nuove regole per contenere l’epidemia di coronavirus e ha imposto 14 giorni di quarantena per chiunque entri nel territorio semiautonomo dalla Cina continentale, con rischio di finire in carcere per chi la violi. I visitatori, fanno sapere le autorita’ citate da Bbc, potranno isolarsi in albergo o in centri gestiti dal governo, i residenti nelle loro case. Chi viene sorpreso in pubblico durante la quarantena rischia una multa e una condanna detentiva.
La quarantena obbligatoria, entrata in vigore a mezzanotte, deve essere rispettata da chiunque entri a Hong Kong dalla Cina continentale, quando già si registrano lunghe code al posto di transito transfrontaliero di Shenzhen Bay, uno dei tre accessi che la governatrice Carrie Lam ha deciso di lasciare aperto, nonostante le proteste del personale medico dell’ex colonia e i 5 giorni di fila di scioperi. Chiunque arrivi dalla Cina o da qualsiasi altra parte dopo aver visitato la Cina negli ultimi 14 giorni, è soggetto alla normativa sulla quarantena.
I viaggiatori privi di un visto di ingresso minore di 14 giorni saranno respinti alla frontiera. Venerdi’, il governo ha annunciato che i residenti a Hong Kong avrebbero potuto trascorrere la quarantena a casa, malgrado i familiari non lo fossero. I visitatori avrebbero dovuto restare negli alberghi, mentre il governo locale avrebbe provveduto a coloro privi di sistemazione. La violazione delle regole sara’ sanzionata con una pena fino a 6 mesi di carcere e il pagamento di una multa di 25.000 dollari di Hk (3.250 dollari Usa).
L’82% dei casi considerati presenta sintomi lievi
L’82 per cento dei 17 mila casi di coronavirus scoppiati in Cina sono stati considerati “lievi” dalle autorita’ sanitarie internazionali. Lo dice l’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) in una nota. Sulla base dei dati forniti dal governo di Pechino, l’Oms segnala che dei 17 mila casi identificati nel paese asiatico l’82 per cento e’ stato giudicato di gravita’ “lieve”, il 15 per cento “grave” ed il 3 per cento “critico”.
Alla valutazione del rischio dei casi segnalati, confermata dall’epidemiologo dell’Oms Maria van Kerkhove, si aggiunge quella dei decessi, che corrisponde finora al 2 per cento del totale. Almeno 34 mila persone sono state infettate a livello globale dal virus, che ha ucciso oltre 700 persone, principalmente in Cina. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha invitato i paesi che non hanno ancora condiviso i dati clinici su casi confermati di virus a farlo “immediatamente”.
“Abbiamo un nemico comune che e’ pericoloso e che puo’ causare gravi sconvolgimenti sociali, politici ed economici. Questo e’ il momento di combatterlo e di farlo insieme”, ha detto Tedros, parlando al consiglio esecutivo dell’Oms venerdi’ scorso. Tedros ha inoltre sottolineato che tra mercoledi’ e giovedi’ scorsi il numero di casi segnalati di virus e’ diminuito.
L’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) convochera’ un forum globale di ricerca la prossima settimana per mobilitare gli sforzi internazionali al fine di combattere il nuovo coronavirus. Lo ha annunciato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus in una conferenza stampa. Il forum, che si terra’ l’11 e il 12 febbraio, e’ organizzato con la collaborazione di centri di ricerca internazionali sulle malattie infettive. L’incontro riunira’ attori chiave nella ricerca sulla salute pubblica e nello sviluppo di vaccini, terapie e diagnostica. Gli esperti si baseranno sugli studi esistenti sui coronavirus Sars (Sindrome respiratoria acuta grave) e Mers (Sindrome respiratoria mediorientale) e identificheranno lacune di conoscenza e priorita’ di ricerca, al fine di accelerare le informazioni scientifiche e i prodotti medici che sono maggiormente necessari per ridurre al minimo l’impatto del nuovo focolaio.
“Sfruttare il potere della scienza e’ fondamentale per tenere sotto controllo questo focolaio”, ha affermato Tedros. “Ci sono domande per le quali abbiamo bisogno di risposte e strumenti che dobbiamo sviluppare il piu’ rapidamente possibile. L’Oms sta svolgendo un ruolo di coordinamento importante riunendo la comunita’ scientifica per identificare le priorita’ di ricerca e accelerare i progressi”, ha aggiunto. Si prevede che l’incontro produrra’ un’agenda di ricerca globale per il nuovo coronavirus, stabilendo priorita’ e quadri di riferimento che possano orientare nella scelta dei progetti da intraprendere per primi, il che dovrebbe portare a investimenti piu’ efficienti, ricerca di alta qualita’ e sinergie tra i ricercatori globali.
“Comprendere la malattia, i suoi serbatoi, la trasmissione e la gravita’ clinica e quindi sviluppare efficaci contromisure e’ fondamentale per il controllo dell’epidemia, per ridurre i decessi e minimizzare l’impatto economico”, ha affermato Soumya Swaminathan, capo scienziato dell’Oms.
Salgono a 64 i casi confermati sulla Diamond Princess
Con tre altri nuovi casi confermati, è salito a 64 il numero delle persone contagiate dal coronavirus sulla Diamond Princess, la nave da crociera ormeggiata in quarantena al porto di Yokohama, in Giappone. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Tokyo. Secondo quanto riferito dall’agenzia ‘Kyodo’, i nuovi contagiati sono due cittadini americani ed un cinese. A bordo della nave si trovano circa 3.700 persone, tra cui anche 35 italiani.


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