Coronavirus, sono 1018 i morti e 43.146 contagiati: “In Italia nessun posto in cui avere paura”

Continua l'emergenza coronavirus: si contano 1018 i morti e 43.146 contagiati. Circa il 2% decessi, come fa notare il ministro Speranza

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Continua l’emergenza coronavirus: si contano 1018 i morti e 43.146 contagiati. Circa il 2% decessi, come fa notare il ministro Speranza ospite a ‘Di Martedì’ su La7: “Il coronavirus e il virus della Sars “hanno un patrimonio genetico simile, con un 20% di differenza. Nel 2002-2003 la Sars ha prodotto 8 mila contagi ma 774 morti, pari a un 10% di mortalità. Il coronavirus ha una diffusione più alta ma una mortalità più bassa, poco sopra il al 2%”. 

“In Italia niente allarmismi ma massima attenzione”

”L’evoluzione della diffusione del coronavirus va seguita con la massima attenzione. Sono sbagliati gli allarmismi ma le istituzioni devono fare ogni sforzo per la difesa del diritto alla salute”. Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza in audizione al comitato parlamentare su Schengen.

“Giovedì si terrà una riunione straordinaria dei ministri della Salute europei, su mia richiesta. Io ribadirò quello che sottolineo da giorni: serve un coordinamento più forte tra i Paesi Ue. Di fronte a un rischio globale l’Europa è chiamata a lavorare insieme”.

In sostanza sono “43 146 i casi confermati di nuovo coronavirus nel mondo con 1.018 decessi e 41 contagi confermati in Europa”. Quanto all’Italia, Speranza ha ribadito che al momento i casi sono tre: “Due cittadini di nazionalita’ cinese ora in prognosi riservata, e un cittadino di nazionalità italiana, attualmente in buono stato di salute, che faceva parte del gruppo dei 56 rientrati dalla citta’ di Wuhan”.

I report ufficiali dell’Oms dicono che non ci sono ancora casi certificati in Africa di nuovo coronavirus, ma è una materia che seguiremo con tutta l’attenzione possibile, data anche la collocazione geografica dell’Italia”.

“In Italia nessun posto in cui avere paura”

“In questo momento in Italia e in tutta Europa con c’è nessun posto in cui avere paura. L’Europa ha oltre 500 milioni di abitanti e sono solo 41 i casi confermati, uno ogni 10 milioni di abitanti”. Lo ha assicurato il ministro della Salute, Roberto Speranza, a ‘Di Martedì’ Quanto alle stazioni agli aeroporti, ha ricordato Speranza, “stiamo controllando attentamente possono essere posti di arrivo da paesi dove c’è contaminazione. In tutti gli aeroporti ci sono i termoscanner per la misurazione della febbre. Abbiamo adottato la logica più precauzionale, procuriamo qualche disagio ai viaggiatori ma la salute viene prima di tutto”.

Rezza: “In Italia meno test della Gran Bretagna? Misure diverse”

“In Italia abbiamo dai 100 ai 200 test per il coronavirus da analizzare. Sembrano pochi rispetto a quelli gia’ eseguiti nel Regno Unito ma la nostra situazione e’ molto diversa”. Lo spiega all’AGI il direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanita’ (Iss), Gianni Rezza. La Gran Bretagna ha reso noto di aver effettuato al 10 febbraio 1.114 test, di cui 1.106 negativi e 8 positivi. In Italia, invece, si parla di poche centinaia, di cui 58 allo Spallanzani di Roma. “Questa discrepanza potrebbe avere diverse spiegazioni“, dice Rezza.

“Innanzitutto l’Inghilterra – continua – e’ molto piu’ globalizzata di noi. Poi non sottovalutiamo i problemi legati a quel singolo paziente britannico che avrebbe causato vari contagi in Gran Bretagna e anche in Francia. E’ probabile che molti test siano legati proprio ai suoi numerosissimi contatti”. Infine, secondo l’esperto, il nostro paese al momento avrebbe avuto bisogno di eseguire molti meno test anche grazie alla misure di prevenzione prese tempestivamente. “Il blocco dei voli – specifica Rezza – che e’ stato molto criticato potrebbe aver contribuito a evitare la diffusione del coronavirus e quindi alla scarsa necessita’ di dover eseguire test”.