L’isolamento di Wuhan non solo ha contribuito a contenere l’epidemia in Cina, ma ha anche fatto guadagnare tempo prezioso alla comunità internazionale per evitare che questa si diffondesse ulteriormente. Lo ha detto Tang Bei, professoressa associata all’Università degli Studi Internazionali di Shanghai. Il 23 gennaio la Cina ha implementato restrizioni senza precedenti agli spostamenti a Wuhan, capoluogo della provincia dello Hubei con oltre 10 milioni di residenti, per frenare la diffusione del coronavirus mortale.
Tutti i trasporti pubblici della città, compresi gli autobus urbani, i traghetti e le linee della metropolitana sono stati quindi sospesi e i canali di uscita dell’aeroporto e delle stazioni ferroviarie sono stati chiusi. A metà febbraio, Wuhan ha ulteriormente rafforzato la gestione di comunita’ e villaggi per ridurre al minimo il flusso delle persone, consentendo a ogni famiglia di far uscire una sola persona ogni tre giorni. In una lettera pubblica inviata ieri ai suoi residenti, il governo locale ha detto che continuera’ a tenere chiusi i distretti e i villaggi di Wuhan per un certo periodo di tempo per ridurre la trasmissione del virus e che le misure a breve termine “porteranno alla felicita’ a lungo termine”.
Tang, una ricercatrice internazionale di sanita’ pubblica, ha detto a Xinhua che le restrizioni al traffico a Wuhan sono state urgentemente necessarie. Anche se alcuni affermano che il tasso di mortalita’ del nuovo coronavirus non sia abbastanza alto da richiedere misure cosi’ severe, ha aggiunto che bisogna ricordare come il pubblico non abbia anticorpi contro il nuovo virus.
“Data l’ampia base di popolazione, puo’ facilmente avere un grave impatto sul sistema sanitario. In realta’, quello che e’ successo a Wuhan lo ha gia’ confermato. Se la diffusione della malattia non viene contenuta in tempo, puo’ portare a una pandemia globale”, ha detto Tang. Secondo Tang, il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che avrebbe dato e ha dato credito a qualsiasi Paese che “combatte aggressivamente alla fonte un’epidemia per proteggere la propria popolazione e quella del mondo”, definendolo un atteggiamento positivo da parte dell’organizzazione internazionale nei confronti delle politiche della Cina.
Tang ha evidenziato che la vaccinazione e la riduzione dei contatti sociali sono gli unici due modi efficaci per ostacolare la trasmissione interpersonale di un virus. “Considerando che il primo metodo non e’ ancora stato introdotto, l’alto tasso di infezione e il gran numero di contatti ravvicinati a Wuhan in quel momento, non c’era alternativa migliore che fermare il traffico per ridurre i flussi della popolazione”, ha detto. Oltre al blocco dei trasporti, secondo Tang sono anche state implementate politiche di sostegno come l’invio di medici e forniture mediche a Wuhan da tutto il Paese. “La decisione non e’ quella di una semplice chiusura, ma un metodo di ‘chiusura e sostegno’ per controllare meglio l’epidemia”. Tuttavia, ha ammesso che le misure hanno interrotto la vita quotidiana dei residenti e necessitano di continui miglioramenti. “In generale, il governo cinese sta compiendo sforzi incessanti per proteggere gli interessi di salute pubblica dei cittadini di Wuhan”, ha detto Tang.


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