Il Coronavirus fa la prima vittima negli Stati Uniti: dichiarato lo stato di emergenza a Washington. Casa Bianca: “Non viaggiate in alcune zone dell’Italia”

Il coronavirus ha fatto registrare la sua prima vittima negli Stati Uniti: sinora i casi registrati erano 65, il Paese inizia a tremare per la possibile diffusione del virus

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Il coronavirus ha fatto registrare la sua prima vittima negli Stati Uniti. E’ avvenuto a Seattle, secondo quanto scrive il New York Times. Si tratta di un uomo sui 50 anni che risiedeva a King County, nello Stato di Washington, appunto vicino a Seattle. Il paziente era giunto in ospedale “con gravi problemi respiratori”: è quanto si legge nel comunicato diffuso oggi dall’ospedale EvergreenHealth. Nella nota, riportata dalla Cnn, si precisa che la struttura sanitaria ha ricoverato due pazienti risultati poi positivi al Coronavirus: il secondo paziente “rimane ora in isolamento e continua a ricevere cure adeguate”.

Il governatore dello stato di Washington, sulla costa del Pacifico, ha dichiarato lo stato di emergenza dopo la prima vittima di Coronavirus. Yay Inslee ha ordinato alle agenzie del proprio governo di usare “tutte le risorse necessarie” per prepararsi e rispondere alla diffusione del virus. Finora aveva dichiarato lo stato di emergenza solo la sindaca di San Francisco.

Sinora i casi registrati negli Usa erano 65, tutti spiegabili con viaggi dall’estero, o legami con qualche malato proveniente dall’esterno dei confini. Ma tre casi venerdì, e un altro qualche giorno prima, in California, sembrano avere un’origine più incerta. Secondo alcuni esperti, potrebbero essere il segno che il virus si sta propagando negli Stati Uniti. Trump ha riferito oggi “di 22 pazienti con Coronavirus”, sottolineando che altre 15 persone “sono pienamente guarite”. Il presidente americano ha tenuto a rimarcare come il Paese abbia registrato “molti meno casi rispetto a tanti altri Paesi, sebbene gli Usa siano una delle mete più ambite del mondo”, rivendicando l’adozione di “misure aggressive, le più aggressive mai assunte” contro l’epidemia. Trump ha quindi annunciato che lunedì prossimo incontrerà i rappresentanti dell’industria farmaceutica, sottolineando “che hanno già iniziato a lavorare sul vaccino”. Infine ha invitato a “non cedere al panico”, perchè “stiamo gestendo la situazione in modo molto professionale” e “siamo pronti a ogni scenario”, ha concluso.

Intanto, arrivano anche le prime scuole pubbliche chiuse nel Paese, sullo costa del Pacifico, per due presunti casi di coronavirus: si tratta della Jackson High School a nord di Seattle (stato di Washington) e della Forest Hills Elementary fuori Portland (in Oregon), dove sembrano essere stati contagiati rispettivamente uno studente e un dipendente. Lo scrivono i media americani citando le autorita’ locali.

Foto di Omar Marques / Getty Images

La Casa Bianca ha deciso di innalzare l’allerta per i viaggi legati al Coronavirus a livello 4 (cioè “Do not travel”, non viaggiare) per “alcuni siti specifici in Italia” colpiti dall’epidemia e “in Corea del Sud“. Lo ha detto il vice presidente Usa, Mike Pence, in conferenza stampa con il presidente Donald Trump. “Vogliamo limitare i viaggi da e verso le zone colpite”, ha spiegato Alex Azar, segretario alla Salute Usa, durante la conferenza stampa. Gli Usa lavoreranno con l’Italia e la Corea del sud per coordinare lo screening dei viaggiatori provenienti da quei Paesi.
Gli Usa aumenteranno le restrizioni di viaggio anche verso l’Iran per il Coronavirus.