Coronavirus, si moltiplica velocemente anche nei contagiati senza sintomi: il Ministero impone la quarantena obbligatoria per chi torna dalla Cina

Con una nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza prevede sarà disposta la quarantena obbligatoria per chi rientra dalle aree a rischio

Dopo l’emergenza coronavirus che in Italia sta diventando sempre più forte è arrivata la decisione del Ministero. Con una nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza prevede sarà disposta la quarantena obbligatoria per chi rientra dalle aree a rischio individuate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), e dunque in primis dalla Cina.

Quarantena per chiunque rientri dalla Cina

Per tutti quelli che rientrano dalle aree a rischio della Cina negli ultimi 14 giorni “l’Autorità sanitaria territorialmente competente provvederà all’adozione della misura della permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero, in presenza di condizioni ostative, di misure alternative di efficacia equivalente”. Lo precisa il ministero della Salute in merito al’ordinanza di oggi. Inoltre vige l’obbligo di comunicare al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente di aver soggiornato nelle aree suddette. Il mancato rispetto delle misure previste costituirà una violazione dell’Ordinanza”.

Si moltiplica velocemente anche nei contagiati senza sintomi

Nuovi studi chiariscono infatti che la quantità di coronavirus presente nel naso e nella gola dei pazienti asintomatici può raggiungere livelli paragonabili a quelli dei malati con sintomi, rendendoli potenzialmente infettivi. Lo rivela uno studio cinese condotto su 18 pazienti, di cui uno asintomatico. I risultati, pubblicati in una lettera al New England of Medicine, dimostrano che la quantità di virus raggiunge il picco subito dopo la comparsa dei primi sintomi, con livelli più alti nel naso che in gola.

Lo studio ha preso in esame 18 persone, 9 uomini e 9 donne, di età compresa fra i 26 e i 76 anni (eta’ media 59 anni): quattro sono casi di trasmissione secondaria, di cui uno totalmente asintomatico. Per ogni paziente, le autorita’ sanitarie hanno rilevato la quantita’ di virus (carica virale) presente nel naso e nella gola eseguendo tamponi in vari giorni successivi alla comparsa dei sintomi. Per il soggetto asintomatico è stato fatto lo stesso, calcolando i giorni a partire dal contatto con un soggetto infetto. “L’analisi di questi dati ha dimostrato come la quantità di virus raggiunge il picco subito dopo la comparsa dei primi sintomi, con livelli piu’ alti nel naso rispetto alla gola”, spiega il virologo Roberto Burioni con il collega Nicasio Mancini sul sito ‘Medical facts’.“I pazienti stanno ancora relativamente bene, ma hanno gia’ livelli elevati di virus nelle prime vie respiratorie. Questo dato è drammaticamente diverso rispetto a quanti si osservava con la Sars, in cui il picco virale era raggiunto 10 giorni dopo la comparsa dei sintomi, quando il paziente stava gia’ molto male o, nei casi piu’ gravi, addirittura in rianimazione. E di conseguenza non poteva trasmettere l’infezione, se non a chi lo stava curando”.

L’altro elemento importante che emerge dallo studio è la facilità con cui coronavirus si moltiplica anche nelle persone senza sintomi, risultando presente in quantità nelle mucose di naso e gola. “Una carica elevata di virus significa che una maggiore quantità di virus può, attraverso il muco o la saliva, raggiungere un individuo sano, ovvero che e’ piu’ alta la possibilita’ di infettarlo”, spiegano gli esperti. “Questa probabilità è resa ancora maggiore dal fatto che livelli cosi’ alti sono raggiunti quando il soggetto infettato sta ancora relativamente bene (o addirittura non ha sintomi), ed e’ quindi ancora in contatto con gli altri, con il resto della societa’. Lo ripetiamo, quindi: questo studio dimostra senza ombra di dubbio che anche chi non ha sintomi puo’ trasmettere l’infezione”.

Test negativo possibile dopo l’infezione

E’ possibile essere negativi al test dopo avere avuto un’infezione da coronavirus SarsCoV2. Lo rileva Giorgio Palù, ordinario di Microbiologia e Virologia dell’ Università di Padova, dopo il caso del dipendente della Mae di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) attualmente isolato nell’ospedale Sacco di Milano, risultato negativo al tampone. Ci sono diversi motivi per i quali questo può accadere e al momento non ci sono elementi sufficienti per preferire un’ipotesi a un’altra, dice l’esperto.

“Come tutti i test, anche quello per il coronavirus è suscettibile al prelievo”, dipende cioè dal punto in cui è stato fatto il prelievo con il tampone, per esempio se dalla gola o dal naso. “E’ possibile che l’infezione sia passata dalle vie aeree superficiali a quelle profonde”, ha osservato l’esperto. Le ipotesi in campo sono comunque diverse e al momento non ci sono elementi per decidere quale sia la più valida. Non si puo’ quindi escludere che “quando l’uomo ha fatto il test non aveva più virus rilevabile”, o che il contagio sia avvenuto dopo un contatto con un’altra persona o ancora in modo indiretto, per contato con oggetti esposti al virus.

“In Lombardia focolaio come in Germania”

“Un focolaio analogo a quello registrato si era verificato già in Germania ed è stato contenuto in tempi relativamente brevi. Le misure di controllo adottate dal ministero della Salute che prevedono oltre all’isolamento ospedaliero dei casi e alla quarantena dei contati, anche misure di distanziamento sociale nelle zone colpite, sono tra le più restrittive in caso di epidemia”. Lo evidenzia l’Istituto superiore di sanità (Iss), nella nota che conferma la positività del paziente ricoverato all’ospedale di Codogno. “Una priorità è rappresentata dalla individuazione della fonte d’infezione sulla quale però non c’è ancora certezza. Da questo dipenderà anche la necessità di eventuali ulteriori misure – conclude la nota – Il livello di allerta e molto alto e le autorità locali hanno già attuato importanti indagini e misure di controllo in collaborazione con tutte le Istituzioni coinvolte”.