Il ministero degli Affari esteri di Taiwan ha annunciato il bando alle importazioni di maiali vivi e prodotti suini lavorati dall’Italia, precisando che la misura non è legata alla decisione di Roma sulle restrizioni dei voli da e per Taipei sui timori di contagio del coronavirus ma poggia su “basi scientifiche”. La portavoce Joanne Ou, secondo l’agenzia statale Cna, ha precisato tuttavia che la mossa italiana sul blocco dei voli poggia sulla“rappresentazione sbagliata” dell’Oms, secondo cui Taiwan è parte della Cina.
La portavoce ha poi ribadito che Taiwan non è mai stata sotto la giurisdizione della Repubblica Popolare Cinese e che ha un sistema sanitario distinto da quello della Cina. Taiwan, ha aggiunto, continuera’ a manifestare il proprio disappunto sulle restrizioni ai voli e a chiedere all’Italia di riprendere i collegamenti aerei diretti. A motivazione del bando, annunciato oggi dall’Ufficio per la Quarantena e l’Ispezione Sanitaria di Animali e Piante (Baphiq) e in vigore da oggi, viene addotta un’escalation di peste suina africana in Sardegna: il governo di Taiwan ha citato dati dell’Organizzazione mondiale della sanita’ animale, secondo cui nell’isola si sono verificati 45 casi di questo malessere letale per i maiali nel 2017, 90 casi l’anno successivo e altri 27 nella prima meta’ del 2019. “Questo indica un rischio crescente che la malattia si diffonda sull’Italia continentale“, è stato il commento dell’agenzia governativa, che non scende nel dettaglio sulla decisione di introdurre il bando solo ora.
