Coronavirus: per il turismo più danni che l’11 settembre: “Città più vuote di Kabul, situazione più che drammatica”

Il panico da Coronavirus sta causando una crisi senza precedenti per il turismo italiano e l'impatto c’è sia in entrata che in uscita

Il panico da Coronavirus sta causando una crisi senza precedenti per il turismo italiano e l’impatto c’è sia in entrata che in uscita. Da Israele che blocca i passeggeri provenienti dal Bel Paese, alla Russia che interrompe la vendita dei pacchetti per la penisola; da Wizz Air che cancella i voli per il Nord Italia, all’Eritrea che mette in quarantena i connazionali in arrivo, il nostro Paese rischia davvero un isolamento dai devastanti impatti economici.

Sul turismo dell’Italia, il coronavirus sta avendo un effetto peggiore di quello dell’11 settembre: strade e piazze piu’ vuote di Kabul, Italia “paese lazzaretto” e italiani da mettere in quarantena. Il settore del turismo si trova a fare i conti non con “cali” ma con “l’assenza quasi totale” di prenotazioni e quindi ricavi, dal congressuale ai balneari, dalle citta’ d’arte ai parchi divertimento, dalle gite scolastiche al lusso. Domani mattina le principali associazioni di categoria si siederanno al tavolo convocato al Mibact per valutare i danni e affrontare le criticita’ che il settore sta vivendo. E nel consiglio dei ministri previsto in serata dovrebbe essere approvato il decreto con gli interventi per il Coronavirus dal quale c’e’ chi si aspetta primi aiuti per il turismo.

Foto di Marco Di Lauro / Getty Images

Il ministro Franceschini ha espresso la volonta’ di intervenire: “Il settore piu’ impattato direttamente dalla crisi del Coronavirus e’ il turismo. Stiamo pensando a misure immediate e poi insieme costruiremo un rilancio dell’immagine dell’Italia che sono sicuro che sara’ rapido”, ha detto a Napoli, a margine dell’incontro bilaterale con i ministri francesi. “Vediamo Milano e le nostre citta’ piu’ importanti vuote come Kabul, sentiamo il Kuwait che manda un volo per riprendersi i suoi cittadini, tra un po’ ci chiudera’ la frontiere anche l’Iraq dove scoppiano 50 bombe al giorno… Questo da’ la misura dell’immagine che stiamo dando all’estero. L’unica soluzione e’ che queste citta’ importanti, che hanno una rilevanza internazionale, tornino alla normalita’…”, dice il presidente di Federalberghi Bernabo’ Bocca che chiede da subito uno slittamento o addirittura una moratoria dei costi fiscali e la cassa integrazione in deroga applicata agli alberghi (sulla falsariga di quello che e’ successo per il terremoto del Centro Italia). “A Milano – dice – abbiamo cali di piu’ dell’80%, ci sono alberghi da 150-200 camere con 6 stanze occupate o anche meno. Stessa cosa a Firenze, ancora peggio a Venezia. E cali a picco anche a Roma, che e’ completamente fuori dalla zona rossa. E soprattutto non entra nemmeno una prenotazione, ne’ per il futuro prossimo ma neanche per maggio. E quel che e’ peggio e’ che non riguarda solo le regioni colpite dall’ordinanza ma si sta allargando a macchi d’olio a tutta l’Italia. Non mi vengano a dire che e’ un periodo di bassa stagione: a febbraio tra congressi, fiere e Carnevali per molte zone e’ altissima stagione”.

Foto di Marco Di Lauro / Getty Images

“E’ il momento piu’ buio, neanche l’11 settembre aveva inciso cosi’ pesantemente. Il comparto e’ gia’ in zona rossa, e come tale va trattato” dice Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti che calcola che in meno di una settimana dall’esplosione dell’allarme, alberghi, b&b e agenzie di viaggio hanno gia’ visto andare in fumo 200 milioni di euro di prenotazioni per il mese di marzo. “Domani al tavolo convocato dal ministro chiederemo immediati provvedimenti a difesa delle nostre imprese, che rischiano nel prossimo trimestre di vedere, per i soli viaggi in Italia, circa 22 milioni di presenze in meno con una perdita di spesa di 2,7 miliardi di euro” dice il presidente di Confturismo Confcommercio, Luca Patane’. Federturismo Confindustria chiede aiuto al Segretario Generale dell’Organizzazione mondiale del turismo dell’Onu (Unwto) per un piano d’azione di emergenza: “L’Italia oggi e’ fuori dal mercato turistico internazionale e molti Governi, dall’Irlanda a Israele, ci hanno incluso tra i paesi sconsigliati per i viaggi di piacere e per le trasferte di lavoro. Alle migliaia di cancellazioni, si aggiungono le mancate prenotazioni per tutto il secondo semestre 2020, normalmente gia’ a buon punto in questa parte dell’anno”. Assai preoccupata anche Astoi Confindustria che riunisce il 90% dei tour operator italiani. “La situazione – ammette il vicepresidente Andrea Mele – e’ drammatica. Nella mia carriera ho passato la Sars, lo tsunami, ma una cosa come questa non l’avevo mai vista”.