Coronavirus: “E’ possibile che il virus abbia già contagiato altre aree d’Italia”

''E' possibile che il nuovo coronavirus sia già presente in altre aree oltre a quelle identificate. E che in molti casi non sia stato rilevato in soggetti asintomatici o sia stato scambiato per influenza"

”E’ possibile che il nuovo coronavirus sia già presente in altre aree oltre a quelle identificate. E che in molti casi non sia stato rilevato in soggetti asintomatici o sia stato scambiato per influenza. E’ un’ipotesi probabile. E’ logico sospettarlo e prepararsi nel caso in cui questi casi ‘sommersi’ diventino evidenti”. Lo spiega, all’Adnkronos Salute, Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. Garattini invita a ridurre l’allarme che si è creato intorno al Covid-19.

“Il virus – ricorda il farmacologo – non è così aggressivo come si pensava. Nell’80% dei casi ha una sintomatologia limitata. Del resto ogni anno affrontiamo l’influenza stagionale che causa circa 6 mila morti, senza che questo faccia clamore. E sono circa 10 mila i decessi da infezioni resistenti agli antibiotici. Quindi forse questo chiasso intorno a questo coronavirus è eccessivo. Dobbiamo essere equilibrati”, conclude.

Per affrontare l’emergenza coronavirusseguiamo le indicazioni che vengono date da esperti e autorità: laviamoci spesso le mani, non stiamo in luoghi affollati. Ma, soprattutto, non pensiamo di essere in guerra. Dobbiamo fare una vita normale, accettando alcuni piccoli sacrifici, come quello di fare una vita sociale un pochino più limitata per un breve periodo di tempo”. A dirlo all’Adnkronos Salute è Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, secondo il quale “serve essere equilibrati”.

E’ importante, dice il farmacologo, da parte delle autorità “un coordinamento e una organizzazione puntuale, facendo il passo proporzionato alla gamba“. In particolare sono da evitare “decisioni sparse da parte dei diversi enti. In questi giorni ne abbiamo viste di tutti i colori: da chiusure delle scuole in posti dove non era necessario a blocco di turisti. Questo dà un’idea di disordine del Paese all’estero e fa crescere il panico. Abbiamo visto supermercati svuotati, come in guerra. Esagerazioni infondate”.