Il Coronavirus come l’influenza? “Attenzione alle informazioni sbagliate. Guardate i numeri”

Secondo alcuni "la malattia causata dal Coronavirus sarebbe poco più di un'influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero"

Attenzione a chi, superficialmente, dà informazioni completamente sbagliate. Leggete i numeri. Mai allarmismi, ma neanche si possono trattare i cittadini come bambini di 5 anni. Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche: la malattia causata dal Coronavirus sarebbe poco più di un’influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero“: lo afferma il virologo Roberto Burioni riferendosi alla necessità di non prendere sottogamba l’emergenza Coronavirus e ribadisce sia dai social che dalle numerose interviste, che “non bisogna sopravalutare ma neanche sottovalutare“. L’ultima polemica è scoppiata con Maria Rita Gismondo, che dirige il reparto di Microbiologia, virologia e diagnostica bioemergenze del Sacco di Milano, secondo la quale “fa molti più morti l’influenza“: immediata la risposta di Burioni che ha pubblicato la foto del sistema di sorveglianza SISMG che riporta i morti per influenza: “Ecco i 217 morti al giorno per influenza. Ecco da dove se li è inventati. Non sono quelli per influenza, sono quelli totali in 19 città che vengono paragonati con quelli dell’anno precedente. Lei era stanca e ha sbagliato (capita, siamo tutti sotto pressione immane) ma i giornali hanno riportato senza controllare. Ci vuole maggiore attenzione”, scrive.
La studiosa è stata intervistata da Repubblica: “Ribadisco. Si e’ scambiata un’infezione appena piu’ seria di un’influenza per una pandemia letale. Lo dico sulla base dei miei controlli fatti sulle pagine ufficiali dell’Oms e dell’Istituto superiore di Sanita’“. “Non credo di aver fatto alcun errore di trascrizione dei dati“, chiarisce.

A lanciare l’allarme sulla pericolosità del virus era stato nei giorni scorsi anche un altro epidemiologo, Pierluigi Lopalco, che avvertiva: “Credo che in Italia abbia ancora senso, magari per una o al massimo due settimane, tentare di rallentare la diffusione con misure di contenimento (chiusure, quarantena, ecc.). Ma fin da ora la priorità deve essere il rafforzamento del nostro sistema ospedaliero che, lo ripeto con forza, NON è preparato ad affrontare un rischio infettivo. Il fatto che nel primo cluster registrato ci fossero tanti operatori sanitari la dice lunga“. “Muoviamoci con urgenza in questa direzione: se le misure di contenimento funzioneranno e il focolaio si spegnerà, tanto meglio. Io sarò stato un menagramo ed i nostri ospedali saranno più pronti per la prossima pandemia“.

Coronavirus: sbagliato paragonare infezione a influenza

L’infezione da nuovo Coronavirus non e’ un’influenza ed e’ sbagliato fare paragoni“: lo ha dichiarato all’AGI Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, intervenendo sulla spaccatura che si e’ aperta tra i virologi che ritengono Covid-19 piu’ grave dell’influenza e chi no. “I due virus sono completamente diversi“, spiega. “Appartengono a famiglie diverse. Certo, hanno delle analogie nelle modalita’ di trasmissione, quindi attraverso l’aerosol; nella sintomatologia, soprattutto all’esordio con febbre e tosse, quindi un malessere che puo’ essere facilmente confuso con l’influenza. Ma non sono uguali“. C’e’ infatti una grande differenza che si ripercuote anche sulle complicanze.  “La differenza principale è che il Coronavirus ha una capacita’ di dare complicanze polmonari, quindi polmoniti virali, superiori a quelle dell’influenza. Anche se oggi, quello che possiamo dire e’ che almeno otto persone su dieci (in base alla fascia d’eta’ potrebbe essere anche 9 su 10) quando si infettano hanno un decorso del tutto benigno, quindi anche con sintomi lievi e moderati. E ci sono persone che reagiscono in maniera molto piu’ intensa al virus, e quindi sviluppano polmoniti di una certa gravita’, richiedendo di conseguenza il ricovero ospedaliero. Se questa complicanza si innesta in una situazione di fragilita’ in persone molto anziane, con patologie croniche sottostanti puo’ causare ovviamente il ricorso alla terapia intensiva e in alcuni casi purtroppo puo’ dare anche dei decessi“. Fare paragoni tra Covid-19 e influenza, secondo l’esperto, sarebbe una forzatura. “Le analogie con l’influenza sono sempre di ordine qualitativo, nel senso che ci sono aspetti simili“, rileva. “Se vogliamo fare un paragone, considerando sempre che sono virus diversi, ricordiamo che ogni anno le polmonite virali da influenza causano almeno un centinaio di decessi in Italia e le complicanze legate all’infezione, soprattutto nelle persone anziane, causano qualche migliaio di decessi. Questo virus e’ nuovo. Lo conosciamo poco. Non sappiamo bene quale potrebbe essere il costo in termini di morbilita’ e di letalita’ se avesse i numeri dell’influenza, cioe’ 5 milioni di infezioni, e quindi la priorita’ e’ oggi quella di limitare il numero delle persone infette laddove si stanno verificando dei focolai“.

“Non sta arrivando la peste, né il vaiolo, né Ebola”

Non sta arrivando la peste, né il vaiolo, né Ebola. E’ arrivato un virus molto meno letale: i microrganismi che si diffondo di più sono quelli che uccidono meno, ma sono appunto più contagiosi. E hanno tutto l’interesse a far sì che il loro ospite non muoia, perché in questo modo possono diffondersi di più“. A sottolinearlo Giorgio Palù, professore ordinario di Microbiologia e virologia all’università di Padova ed ex presidente della Società europea e italiana di virologia. “Ormai si sa che il nuovo Coronavirus – spiega all’Adnkronos Salute – circolava da più tempo rispetto a quando è stata dichiarata l’epidemia a Wuhan. Ma non avendo ancora chiaro quale sia stato l’ospite intermedio, cosa che sapevamo per l’influenza aviaria o per la febbre africana, non possiamo intervenire sulla specie animale interessata. Peraltro il contagio è ormai tra di noi, e tra di noi del Nord in particolare“. “A mio parere non sono stati considerati alcuni elementi: nel Nord c’è una grandissima concentrazione di attività commerciali con la Cina, molti industriali hanno delocalizzato in quel Paese la loro produzione. E i viaggi da e per la Cina sono all’ordine del giorno: eppure i voli sono stati bloccati tardivamente, e solo quelli diretti, quando si sa che le persone non arrivano di certo solo così in Italia. Adesso si cerca il paziente zero: sarà molto difficile trovarlo e la priorità diventa circoscrivere i contagi con misure stringenti che creano preoccupazione e a volte panico nel pubblico”. Eppure, ribadisce “il nuovo Coronavirus ha una letalità probabilmente anche inferiore rispetto al 2%. L’epidemia ora potrebbe arrestarsi, oppure diventare una pandemia. Bisogna però considerare che se anche accadesse, il virus potrebbe rivelarsi ‘stagionale’ come altri sensibili alle alte temperature“.

Coronavirus, la situazione precipita: in Italia 5 morti e 219 contagiati, 23 gravi. “E’ già pandemia, non paragonatela all’influenza e non uccide solo gli anziani”

Coronavirus, il problema è che in Italia non prendiamo nulla sul serio. Il premier Conte come Morgan sul palco di Sanremo

Coronavirus, testimonianze allarmanti da Codogno: “è il panico assoluto, non c’è niente sotto controllo”

Il Coronavirus ripopola il Sud: tornano tutti senza controlli, solo la Basilicata li mette in quarantena. E intanto l’Austria chiude i confini

Coronavirus, il medico italiano sopravvissuto all’Ebola: “questo virus è completamente diverso, fondamentale lavarsi le mani”

Coronavirus, parla il manager tornato dalla Cina: “Io paziente zero? Sono sempre stato bene”

Coronavirus, l’apocalittica previsione di un team di scienziati: 650 milioni di persone si ammaleranno prima del picco

Il coronavirus cinese e la profezia di Nostradamus sulla “grande epidemia”

Il coronavirus e la ‘profezia’ di Bill Gates nel 2018: “il mondo deve prepararsi ad una pandemia che farà milioni di morti”

Coronavirus, in Cina l’epidemia ha ridotto le emissioni di CO? di 1?4: crollato l’utilizzo di carbone e petrolio, impatto enorme sull’inquinamento globale

Coronavirus, parla la virologa Ilaria Capua: “Arriverà in Italia, dobbiamo prepararci: chi può lavorare da casa si organizzi”

Coronavirus, parla il manager tornato dalla Cina: “Io paziente zero? Sono sempre stato bene”