Tempesta Dennis, uno dei cicloni più violenti della storia: la pressione è crollata a 920hPa, ripercussioni in tutt’Europa [MAPPE]

Dennis, la tempesta perfetta: il sistema ha avuto la presentazione satellitare più spettacolare di questa stagione invernale, diventando uno dei cicloni tropicali più intensi mai registrati

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La tempesta extra-tropicale Dennis ha seminato il caos tra Isole Britanniche e Nord Europa negli ultimi giorni, tra morte e distruzione a causa dei suoi violentissimi venti e delle inondazioni prodotte. È stato un sistema davvero degno di nota, ad iniziare dalla sua pressione. Questo sistema dalla pressione molto bassa sul Nord Atlantico ha toccato i 920hPa nella notte di sabato 15 febbraio, quando si trovava appena a sud dell’Islanda. Dennis è diventato uno dei più intensi cicloni extra-tropicali mai registrati.

Il suo comportamento e le eccezionali immagini satellitari che ha offerto gareggiano con la famosa “tempesta Braer”, la tempesta del Nord Atlantico più intensa e più profonda che sia mai stata registrata. Durante la sua fase matura, Dennis è diventato più grande dell’intero continente europeo, dominando tutto il Nord Atlantico e influenzando il meteo di tutto il continente. Infatti, ha prodotto una violenta tempesta di vento sull’Europa occidentale e ha spinto una massa d’aria molto calda più ad est.

L’evento è iniziato giovedì 13 febbraio quando è comparsa un’onda lungo gli Stati Uniti nordorientali e il Canada sudorientale, mentre sul Nord Atlantico era già presente un ciclone extra-tropicale molto intenso e profondo. Questo primo sistema è stato subito seguito da un altro ciclone in intensificazione estremamente rapida, il ciclone Dennis. Il suo è stato un rafforzamento incredibile, oltre il doppio della soglia necessaria per classificare il sistema come “ciclone bomba”. Il comportamento di Dennis probabilmente è stato guidato dai resti del precedente sistema che ha lasciato un ambiente baroclino molto favorevole sulla sua scia. Il tutto ha determinato uno sviluppo esplosivo.

Il ciclone ha subito una rapida intensificazione dopo la sua formazione, entrando poi nella fase di ciclogenesi esplosiva. Il tasso della sua intensificazione e del calo della pressione centrale è stato eccezionale da venerdì 14 alla fine di sabato 15 febbraio: per un certo periodo di tempo, il tasso è stato di 45-55hPa in un periodo di 24 ore! Ecco i valori ufficiali della pressione centrale minima riportati dalla NOAA dalla formazione del ciclone Dennis il 13 febbraio fino alla fase di dissipazione di ieri, 17 febbraio, quando si trovava vicino alla Scandinavia.

Lunedì 17 febbraio

  • 959hPa alle 12 UTC
  • 953hPa alle 06 UTC
  • 946hPa alle 00 UTC

Domenica 16 febbraio

  • 938hPa alle 18 UTC
  • 930hPa alle 12 UTC
  • 925hPa alle 06 UTC
  • 922hPa alle 00 UTC

Sabato 15 febbraio

  • 920hPa alle 18 UTC
  • 925hPa alle 12 UTC
  • 936hPa alle 06 UTC
  • 944hPa alle 00 UTC

Venerdì 14 febbraio

  • 956hPa alle 18 UTC
  • 972hPa alle 12 UTC
  • 987hPa alle 06 UTC
  • 994hPa alle 00 UTC

Giovedì 13 febbraio

  • 996hPa alle 18 UTC
  • 1004hPa alle 12 UTC

Nella gallery scorrevole in alto, a corredo dell’articolo, le eccezionali immagini satellitari offerte da Dennis, con la sua struttura da manuale. Il sistema ha avuto la presentazione satellitare più spettacolare di questa stagione invernale, diventando uno dei cicloni tropicali più intensi mai registrati.

Un’altra caratteristica molto interessante si è avuta sulla scia del sistema: un’intensa avvezione artica dal Canada orientale al Mare di Labrador.

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