Un potente terremoto ha colpito stamattina, alle 09:23 locali, il nord-ovest dell’Iran, al confine con la Turchia. L’epicentro del sisma di magnitudo 5.7 e’ stato registrato nel villaggio iraniano di Habash-e Olya, a meno di 10 chilometri dalla frontiera e a una profondita’ di sei chilometri. Tutte in Turchia le 9 vittime accertate finora, tra cui 4 bambini, e i danni maggiori, nel distretto di Baskale della provincia di Van. Altre 50 persone sono rimaste ferite e 8 risultano in gravi condizioni, ha riferito il ministro della Salute di Ankara Fahrettin Koca, assicurando che non ci sono dispersi sotto le macerie. 51 sono invece i feriti in territorio iraniano, 17 dei quali ricoverati in ospedale. Danni si segnalano in 43 villaggi della provincia dell’Azerbaigian occidentale.
Tante le repliche che sono state registrate fino a sera. Oltre 1.000 edifici sono crollati in Turchia, in molti casi fatiscenti. E’ inoltre in corso la valutazione dei danni subiti da diverse abitazioni, tra cui alcune scuole. Le autorita’ hanno invitato la popolazione a non fare rientro nelle case che mostrino segni di lesioni. Ankara ha messo in moto la macchina dei soccorsi della sua protezione civile (Afad), inviando nell’area colpita 25 ambulanze, un elicottero e personale sanitario, oltre a piu’ di mille tende da destinare alle centinaia di sfollati. E a complicare ancora di più la situazione, le rigide temperature che si registrano nella zona, in buona parte coperta di neve.
Come se non bastasse, il terremoto si è verificato nelle stesse ore in cui e’ esploso l’allarme sui rischi di contagi di coronavirus dall’Iran. Il governo di Recep Tayyip Erdogan ha così decretato la chiusura dei confini terrestri e lo stop ai collegamenti aerei.
Ennesima tragedia per l’Anatolia orientale. Solo un mese fa, infatti, un altro terremoto aveva fatto 41 vittime a Elazig. Tutta la regione e’ considerata ad alto rischio sismico. Nel 2011, Nella provincia di Van si verifico’ un devastante Terremoto che causo’ oltre 500 morti. Pochi giorni fa nella stessa zona c’era stata anche un’altra tragedia quando due valanghe avevano ucciso 41 persone, tra escursionisti e soccorritori.


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