Treno deragliato, emergono nuovi dettagli: la massicciata ha frenato la corsa, potrebbe essere stato errore umano

Emergono nuovi dettagli in merito al treno deragliato a Lodi: l'incidente che stamani è costato la vita a 2 macchinisti

Emergono nuovi dettagli in merito al treno deragliato a Lodi che ha causato la morte di 2 macchinisti. Si stanno ricostruendo le dinamiche per capire come il treno sia andato fuori corsa. “Sapete che ci sono state attività di manutenzione in quel tratto, stiamo cercando di capire quali attività sono state svolte e che tipo di nesso ci sia tra questa attività e il verificarsi del disastro. Questa è una delle ipotesi, le verifichiamo tutte”. E’ quanto ha detto il Procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro. Chiaro ha precisato che “lo scambio sembrerebbe avere una qualche connessione con il verificarsi del fatto”.

“Stiamo verificando l’ipotesi dell’errore umano, che in questo momento è tra le ipotesi in campo”. Il procuratore ha parlato di “verifiche su errore umano che potrebbe essere legato a errori di manutenzione. Non sappiamo dire quanto ci vorrà per ripristinare la linea, probabilmente ci vorranno almeno due giorni se non di più per liberare il tratto”.

“I lavori di manutenzione vengono fatti perché qualcosa si è rotto, se no non c’è motivo per essere lì alle 4 e mezza del mattino”. E’ quanto ha detto il Procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro “Se lo scambio fosse stato dritto per dritto – ha aggiunto – il Treno non sarebbe deragliato, non è difficile da capire. Non era nella posizione che doveva garantire la libera percorrenza del Treno”. Chiaro ha precisato che “era una parte dello scambio interessato dai lavori di manutenzione”.

La massicciata ha frenato la corsa

A ridurre e frenare la corsa del Treno Frecciarossa, deragliato questa mattina in provincia di Lodi, è stata la massicciata sulla quale il Treno è saltato dopo la rottura del gancio che lo teneva legato alla motrice. Lo sostiene un esperto del settore. “Il resto del Treno, dopo che la motrice è deragliata, è andato ad incastrarsi sull’avvallamento tra il binario dell’alta velocità e il binario di servizio – spiega – e la massicciata, insieme al fatto che la prima carrozza si è piegata di lato, hanno permesso al resto del Treno di restare in piedi e rallentare la corsa“.

“Nel punto in cui è accaduto l’incidente, ci sono i due binari dell’alta velocita’ al centro e ai lati dei binari di servizio sui quali si esce per andare a parcheggiare. Lo scambio era probabilmente aperto, anche se il segnale indicava al macchinista il ‘via libera’ a procedere”, ricostruisce l’esperto anche sulla base delle fotografie scattate dopo l’incidente.

Il treno andava a quasi a 300 chilometri orari su un tratto rettilineo e lo scambio aperto ha agito come una barra d’acciaio ed è stato come un trampolino di lancio per la motrice, che a quella velocità è deragliata saltando fuori dai binari a sinistra. Il gancio tra la motrice e il resto del treno si e’ cosi’ spezzato e il convoglio e’ andato ad incastrarsi nell’avvallamento tra il binario dell’alta velocita’ e quello di servizio. La corsa del treno e’ stata frenata grazie allo sfregamento lungo la massicciata e anche al fatto che il primo vagone si e’ piegato di lato, permettendo al resto del treno di restare in piedi”. In questa situazione, secondo l’esperto, il macchinista non avrebbe potuto “evitare quanto accaduto: non poteva fare niente, il sistema di sicurezza non si basa sulla visibilita’ del macchinista, ma sul sistema generale della rete. Il segnale arrivato al macchinista relativamente allo scambio era corretto, era un ‘via libera’, ma probabilmente in realta’ lo scambio era rimasto aperto”. 

La vittima e fratello, macchinisti per passione

E’ ferroviere e macchinista anche Maurizio, fratello di Mario Di Cuonzo, 59enne, casertano, morto insieme al collega Giuseppe Cicciu’, 52enne di Reggio Calabria, nel deragliamento del Frecciarossa questa mattina tra Livraga e Ospedaletto Lodigiano. Due fratelli uniti anche dalla passione del loro mestiere: Mario, una delle due vittime, residente a Milano, conduceva i Frecciarossa della linea Alta Velocita’. Maurizio, che vive e lavora a Piacenza, conduce i treni del trasporto regionale lungo la linea Milano-Bologna.

“Non se è un servizio assegnato all’esterno ma credo siano interni. La linea è ovviamente delle Ferrovie dello Stato e non credo questo genere di servizi lo appaltino all’esterno. Sappiamo chi sono, a me pare si tratti di personale delle Ferrovie dello Stato”. E’ quanto ha detto il Procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro, precisando che “sono attività registrate in modo assolutamente dettagliato, sappiamo che tipo di intervento è stato fatto”.