Condotto negli Stati Uniti il primo studio che ha utilizzato il taglia incolla del Dna per modificare le cellule immunitarie dei malati di cancro. La tecnologia in questione è nota come Crispr/Cas9 e il suo obiettivo è quello di “armare” le cellule contro il tumore.
I risultati ottenuti sui primi tre pazienti arruolati, 60enni con neoplasie del sangue avanzate resistenti ai trattamenti standard, sono stati pubblicati su ‘Science’ da un team dell’Abramson Cancer Center delll’università della Pennsylvania. I linfociti T ingegnerizzati non hanno prodotto effetti collaterali e si sono dimostrati longevi, rilevabili anche dopo 9 mesi dal momento dell’infusione.
“I risultati di questo trial di fase clinica I – commenta l’American Association for the Advancement of Science – suggeriscono la sicurezza e la fattibilità dell’approccio sperimentato”. Pur non fornendo informazioni sull’efficacia anti-cancro del trattamento (elemento che non viene indagato in fase I), i dati rappresentano “un passo importante” verso l’obiettivo finale di poter sfruttare il sistema Crispr/Cas9 per aiutare le difese immunitarie dei malati a contrastare il tumore.


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