Coronavirus, panico in Africa per impennata dei contagi, rivolte e supermercati assaltati: primi casi in Kenya, Gabon, Ghana ed Etiopia

L'annuncio di nuovi casi di coronavirus nei Paesi africani e l'adozione di misure restrittive dai governi hanno provocato scene di panico nei vari stati

Il coronavirus non conosce confini e ora sembra non risparmiare neanche l’Africa, dove si moltiplicano i contagi. Primi casi confermati oggi in diversi paesi africani: Kenya, Gabon, Ghana ed Etiopia, mentre in Sudan si registra la prima vittima. Secondo gli ultimi bilanci i casi confermati sono 129 in 16 Paesi. Finora in Africa l’epidemia si sta diffondendo al rallentatore, ma l’annuncio di nuovi casi di Covid-19 e l’adozione di misure restrittive dai governi hanno provocato scene di panico.

In Kenya, dove è stata confermata positiva una donna arrivata dagli Stati Uniti, sono stati vietati oggi i grandi raduni ed è stato raccomandato ai cittadini di evitare viaggi all’estero. Il primo caso è relativo ad una studentessa keniana di ritorno il 5 marzo dagli Stati Uniti dopo essere transitata da Londra. La paziente non ha piu’ febbre, e’ stabile, ha ripreso a mangiare e rimarra’ in isolamento fin quando non sara’ negativa al test. “Non c’e’ alcun motivo di allarme. Chiediamo ai cittadini di dare prova di sensibilita'”, ha dichiarato il ministro della Salute. Ma non è bastato: in preda al panico la popolazione ha svaligiato i supermercati della capitale, dove i gel igienizzanti sono introvabili. Per ora sono autorizzate le celebrazioni religiose ma le chiese devono predisporre disinfettanti per le mani. Le scuole rimangono aperte ma tutte le attivita’ extrascolastiche sono sospese cosi’ come le visite ai carcerati per i prossimi 30 giorni.

In Gabon si è registrato un caso, mentre in Ghana sono positivi due cittadini tornati da Norvegia e Turchia. In Etiopia è risultato positivo un giapponese. Primo morto in Sudan, dove un uomo di 50 anni e’ deceduto a Khartoum, ammalatosi dopo il suo rientro dagli Emirati arabi uniti i primi di marzo. Le autorita’ nei giorni scorsi hanno bloccato visti e voli da 8 Paesi, tra cui l’Italia e il vicino Egitto, dove si registrano almeno 80 casi e due morti. Il primo caso in Etiopia è un cittadino giapponese 48enne arrivato il 4 marzo dal Burkina Faso. Il ministro della Salute ha invitato i cittadini a mantenere la calma, assicurando che il governo si sta adoperando per contenere la diffusione del virus.

Foto di Andrew Theodorakis / Getty Images

Il Coronavirus ha raggiunto anche il Ghana, dove due persone in arrivo da Norvegia e Turchia sono risultate positive: sono in isolamento in condizioni stabili e sono in corso verifiche sui loro contatti. Il presidente, Nana Akufo-Addo, ha predisposto un fondo di 100 milioni di dollari. In Tunisia e’ aumentato il numero di casi, passati da 7 a 13, e le autorita’ impongono un periodo di quarantena ai passeggeri in arrivo da Cina, Iran e dai Paesi europei maggiormente affetti. Il governo ha fermato i voli con l’Italia, ha chiuso i confini, le scuole e le moschee, vietato gli assembramenti, cancellato eventi culturali, conferenze e predisposto l’igienizzazione quotidiana dei trasporti pubblici. In quarantena tutti i viaggiatori in arrivo.

L’Algeria ha annunciato la sospensione di parte dei voli da e verso la Francia e la Spagna, dal 14 marzo al 4 aprile. Stop ai voli con il Marocco. Il Senegal registra 10 casi, con i 5 ultimi legati al cittadino senegalese testato positivo due giorni fa dopo essere rientrato dall’Italia. Si tratterebbe di famigliari posti in isolamento. Nella Repubblica democratica del Congo, il secondo caso positivo e’ quello di un cittadino 46enne del Camerun attualmente curato in ospedale; residente nel paese dei Grandi Laghi con la sua famiglia, era tornato dalla Francia lo scorso 8 marzo, ma non presentava alcun sintomo. Finora le autorita’ di Kinshasa hanno identificato 117 persone entrate in contatto con i due primi contagiati, oltre al camerunese anche un cittadino belga. Il Congo e’ uscito di recente da una pesante epidemia di Ebola costata la vita a piu’ di 2.220 persone, ma e’ alla prese col morbillo, che in un anno ha mietuto 6.000 vittime.

In Sudafrica, nella provincia di Limpopo, i residenti si sono rivoltati all’annuncio del possibile trasferimento dei 122 sudafricani rimpatriati da Wuhan, finora tutti testati negativi. Dovrebbero essere posti in quarantena in un’ottantina di strutture della provincia settentrionale ma le popolazioni temono lo scoppio di un’epidemia in loco. In Sudafrica finora i casi positivi sono 16.