Coronavirus, confermato il primo caso a Rio de Janeiro, è il 5° in Brasile: i Paesi dell’America Latina intensificano le misure di prevenzione

Primo caso di coronavirus a Rio de Janerio: in America Latina diversi governi hanno iniziato a disporre misure cautelari per limitare i rischi di diffusione

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Il dipartimento della Salute dello stato brasiliano di Rio de Janeiro ha confermato oggi il primo caso di coronavirus nel territorio dello stato, mentre si monitorano 55 casi sospetti. Si tratta del quinto caso nel paese, i primi quatto sono stati tutti confermati nello stato di San Paolo. Tutti i casi di San Paolo sono ‘importati’ relativi cioe’ a un paziente che ha contratto all’estero il virus prima di rientrare il Brasile, dove non sono registrati al momento casi di contagio domestico. L’ultima paziente diagnosticata, di 13 anni, ha viaggiato all’estero tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, passando per il Portogallo e l’Italia dove, a seguito di un infortunio, e’ stata visitata in un ospedale italiano. Tornata in Brasile domenica primo marzo e’ stata visitata presso l’Ospedale Beneficencia Portuguesa di San Paolo, dove pur senza mostrare i sintomi, e’ risultata positiva al test.

Il governo del Brasile ha stilato nel tempo una lista di sedici paesi da tenere “sotto osservazione”. Si tratta di paesi i cui cittadini, in entrata in Brasile, vengono sottoposti a maggiori controlli in caso di presenza di sintomi influenzali. In origine, oltre alla Cina, la lista comprendeva Giappone, Singapore, le due Coree, la Thailandia, il Vietnam e la Cambogia. in un secondo momento, seguendo le indicazione dell’Oms, sono stati compresi anche Italia, Francia, Germania, Australia, Filippine, Malesia, Iran ed Emirati Arabi.

Finora sono cinque i paesi dell’America latina ad aver segnalato casi di contagio da coronavirus. Oltre al Brasile, ci sono Messico (cinque casi di cui uno guarito), Repubblica Dominicana (un caso) Argentina (un caso) e Cile (tre casi). La direttrice dell’Organizzazione panamericana della salute (Ops), Carissa F. Etienne, ha raccomandato ai paesi della regione di intensificare le misure di prevenzione e risposta alla diffusione della Covid-19. “I paesi delle Americhe si stanno preparando, da varie settimane, per la possibile importazione di casi di Covid-19- Esistono misure per identificare, diagnosticare e assistere i pazienti con la malattia”, ha detto Etienne in una nota rilanciata dai media regionali. Quello di “mettere un forte accento nel contrasto alla trasmissione” del virus “rimane un obiettivo importante”, ha sottolineato il funzionario riconoscendo “che la situazione puo’ variare da un paese all’altro”.

In America Latina diversi governi – oltre al monitoraggio – hanno iniziato a disporre misure cautelari per limitare i rischi di diffusione della Covid-19 nei rispettivi paesi. Il governo dell’Ecuador ha aumentato i controlli presso i porti e gli aeroporti del paese per chi proviene da nazioni considerati a rischio, tra cui Cina, Italia, Corea del Sud, Iran, aggiungendo in ultimo anche Messico e Spagna. Le autorita’ dell’arcipelago delle Galapagos, inoltre, vietano l’ingresso a persone che siano state negli ultimi 30 giorni in paesi considerati a rischio dall’Organizzazione mondiale della sanita’.

Il governo colombiano ha disposto che i viaggiatori in arrivo da sette paesi – Italia, Corea del Sud, Iran, Giappone, Germania, Spagna, Stati Uniti ed Ecuador – dovranno firmare una dichiarazione giurata che non sono stati contagiati dal nuovo coronavirus e produrre un breve riassunto degli ultimi spostamenti effettuati all’estero. Ai viaggiatori viene consegnato un documento informativo su sintomatologia ed effetti del contagio. La misura, in vigore da lunedi’ sera, e’ valida anche per le persone in arrivo dalle frontiere terrestri di Ecuador, Venezuela e Brasile.

In Messico, segnala il ministero della salute, non si vuole impedire l’arrivo o il contagio ma “incanalare gli aspetti per mitigare il danno, riducendo la velocita’ di trasmissione, proteggendo le popolazioni piu’ vulnerabili, garantendo un’attenzione medica rapida ed efficace ai casi e studiando le dinamiche di trasmissione”. Si raccomanda di limitare i contatti interpersonali ed evitare le manifestazioni di massa, ma sono previsti restrizioni ai viaggi. Le autorita’ sanitarie argentine, ancora prima di conoscere il primo caso di contagio, avevano gia’ attivato la settimana scorsa i protocolli di prevenzione negli aeroporti e controlli speciali in particolare per i due voli diretti giornalieri provenienti dall’Italia.