Coronavirus, il primario dell’Ospedale di Pavia risponde al deputato: “Qua la gente muore e questi parlano delle riunioni, venga ad aiutarmi in reparto”

Il primario Raffaele Bruno il quale ieri ha risposto a tono al deputato di Italia Viva, Luigi Marattin: "Venissero due minuti qui in reparto a vedere quello che sta succedendo"

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Sono giorni duri al Policlinico San Matteo di Pavia dove dal 21 Febbraio si combatte contro il coronavirus. Una lotta incessante e continua, per salvare Mattia, il paziente 1 di Codogno, ma anche tutti gli altri. Perché “sono tutti il paziente 1“, ribadiscono i professionisti che ogni giorno sacrificano tutto per stare in trincea. E sebbene ci sarebbe tanto da polemizzare sui tagli alla sanità e sulle negligenze politiche degli anni, adesso non è il momento: non c’è tempo per le polemiche, adesso bisogna salvare gli italiani.

Lo ha ribadito a gran voce il primario Raffaele Bruno il quale ieri, durante un’intervista su La7, ha risposto a tono al deputato di Italia Viva, Luigi Marattin, che lamentava di avere poco tempo in quanto impegnato in una videoconferenza col ministero dell’Economia. Marattin, ribadisce la sua posizione: “Non voglio fare polemica, però non sono più disposto a tollerare di sentire in tv che i politici hanno tagliato in 10 anni 37 miliardi di euro alla sanità pubblica. Secondo i dati Istat, nel 2000 i soldi pubblici al SSN erano 66 miliardi, quest’anno sono 114.5, cioè sono quasi raddoppiati in 20 anni. Se un assessore regionale o un direttore di ospedale usa quei soldi non per ampliare servizi ma diversamente, bisogna che gli italiani sappiano chi è il colpevole“.

La conduttrice, Myrta Merlino, dà poi la parola al professor Bruno, a cui chiede come sta il ‘paziente uno’ di Codogno. E Bruno risponde: “Prima di parlare delle condizioni di Mattia, vorrei dire una cosa: io non ho veramente il tempo di guardare la televisione, ma sento ancora i politici che parlano di queste cose. Dovrebbero stare tutti quanti zitti“.
“No, tutti no”, commenta Fassina.
“Sì, tutti devono stare zitti – ribadisce Bruno – e l’unica cosa che devono dire è che la gente deve stare a casa, anziché parlare di questi argomenti che non hanno senso. Qua la gente muore e questi parlano delle riunioni e dicono che non hanno tempo per via della videoconferenza. Roba da pazzi, veramente. Io non dormo da 10 giorni. Venissero due minuti qui in reparto a vedere quello che sta succedendo. Noi abbiamo adesso tutto per poter lavorare. Io lavoro in una grande Regione che mette a disposizione qualsiasi cosa per lavorare“.

Marattin insorge e chiede la parola a Merlino, che però lo blocca, dal momento che il medico deve ancora finire il suo intervento. Il deputato renziano protesta e Bruno rincara: “Lei deve stare zitto. Venga in reparto ad aiutarmi, che ci fa in videoconferenza col ministero?“.
Marattin si infuria: “Se vuoi che io non me ne vada, mi devi far parlare“.