In questo momento di grande emergenza per il mondo a causa della pandemia di coronavirus, affidarsi agli esperti è l’unico modo per ottenere risposte qualificate su quanto sta succedendo, senza incappare in luoghi comuni o fake news. George Gao è direttore generale del Chinese Center for Disease Control and Prevention (CDC). Gao supervisiona 2.000 collaboratori ed è lui stesso un ricercatore attivo. A gennaio, ha fatto parte di un team che ha compiuto per la prima volta l’isolamento e il sequenziamento del SARS-CoV-2, il virus che causa la COVID-19. È stato anche il co-autore di due paper pubblicati su The New England Journal of Medicine (NEJM), che hanno fornito alcune delle prime caratteristiche cliniche ed epidemiologiche dettagliate della malattia ed ha pubblicato altri 3 paper sulla COVID-19 su The Lancet. Il suo team ha anche fornito importanti dati ad una commissione congiunta di ricercatori cinesi e di un team di scienziati internazionali, organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), da cui è derivato un rapporto di riferimento per comprendere la risposta all’epidemia. Gao è specializzato in virus che hanno fragili membrane lipidiche, un gruppo che include anche questo coronavirus, e nel modo in cui entrano nelle cellule e si spostano tra le specie.
Science è riuscita ad intervistare Gao e questi sono alcuni dei passaggi più rilevanti delle sue dichiarazioni.

“Il distanziamento sociale è la strategia essenziale per il controllo di qualsiasi malattia infettiva, soprattutto se sono infezioni respiratorie. Per prima cosa, abbiamo utilizzato “strategie non farmaceutiche”, perché non si hanno specifici inibitori o farmaci o vaccini. In secondo luogo, bisogna assicurarsi di isolare tutti i casi. Terzo, i contatti stretti dovrebbero essere in quarantena. Spendiamo molto tempo nel cercare di trovare tutti i contatti stretti e per assicurarci che siano in quarantena ed isolati. Quarto, sospendere gli assembramenti pubblici. Quinto, limitare i movimenti, che è il motivo per il quale c’è il lockdown”, ha detto Gao. Sul lockdown, l’esperto chiarisce: “Bisogna avere comprensione e consenso. Per questo è necessaria una forte leadership, a livello locale e nazionale. Bisogna avere un supervisore e coordinatore che lavora molto da vicino con il pubblico. I supervisori devono sapere quali sono i contatti stretti, chi sono i casi sospetti. I supervisori nella comunità sono la chiave”.
Sull’impiego di altre misure, Gao ha specificato: “Ovunque si vada in Cina, ci sono termometri. Bisogna cercare di misurare la temperatura delle persone il più spesso possibile per assicurarsi che chiunque abbia la febbre alta rimanga fuori. E una domanda molto importante è quanto sia stabile questo virus nell’ambiente. Poiché è un virus con pericapside, la gente pensa che sia fragile e particolarmente sensibile alla temperatura delle superfici o all’umidità. Ma dai risultati americani e dagli studi cinesi, sembra che sia molto resistente alla distruzione su alcune superfici. Potrebbe essere in grado di sopravvivere in molti ambienti. Dobbiamo avere risposte scientifiche”. “Le persone infette devono essere isolate. Questo dovrebbe accadere ovunque. Si può controllare la COVID-19 solo se si rimuove la fonte dell’infezione. Ecco perché abbiamo costruito ospedali con moduli e trasformato gli stadi in ospedali”, ha aggiunto.
Sull’origine del coronavirus, Gao ha spiegato: “Fin dal principio, tutti hanno pensato che l’origine fosse il mercato (di animali vivi di Wuhan, ndr). Ora io penso che il mercato potrebbe essere il posto iniziale o un posto in cui il virus è stato amplificato. Ci sono due possibilità”.
Sui presunti ritardi della Cina nel comunicare alla comunità internazionale quanto stava accadendo, Gao ha precisato: “Abbiamo condiviso le informazioni con i colleghi scientifici tempestivamente, ma questo coinvolgeva la salute pubblica e abbiamo dovuto aspettare che i decisori politici lo annunciassero pubblicamente. Non vuoi creare il panico, giusto? E nessuno in nessun Paese avrebbe potuto prevedere che il virus avrebbe causato una pandemia. Questa è la prima pandemia non influenzale di sempre”. “Stavamo affrontando un virus molto nascosto e pazzesco dall’inizio. Lo stesso vale in Italia, altrove in Europa e negli Stati Uniti. Fin dal principio, gli scienziati, tutti hanno pensato: “Beh, è solo un virus”.
Infine, una battuta sulle parole del presidente statunitense Donald Trump che si riferisce al coronavirus come al “virus cinese”. Gao conclude: “Sicuramente non è positivo chiamarlo virus cinese. Il virus appartiene alla Terra. Il virus è il nostro nemico comune, non il nemico di una persona o di un Paese”.
