“Da quanto abbiamo potuto vedere fino ad ora, e in base alla nostra esperienza, per strada ci sono ancora troppe persone e comportamenti da migliorare”: sono queste le parole con cui Liang Zongan e Xiao Ning, rispettivamente professore di medicina polmonare all’ospedale di Sichuan e il vicedirettore dell’Istituto nazionale delle malattie parassitarie e del centro nazionale per la prevenzione, descrivono l’attuale situazione in Italia in piena emergenza coronavirus.
I due medici fanno parte della delegazione di esperti arrivati dalle zone rosse della Cina per aiutare l’Italia nella sua lotta al virus. “In questi primi giorni di permanenza nella Capitale — hanno aggiunto Zongan e Ning — ci confronteremo con medici, ricercatori, infermieri dei diversi ospedali della città. Poi andremo al nord. In base alle prime valutazioni, ci sono atteggiamenti da migliorare: non tutti coloro che stiamo vedendo in strada portano le mascherine o le portano in maniera corretta. Bisogna poi aprire le finestre ed evitare assembramenti. Solo se tutti rispetteranno in maniera rigorosa queste indicazioni il 3 aprile se ne potrebbe uscire”.
Yang Huichuan, il vicepresidente della Croce Rossa cinese responsabile del team di esperti arrivato in Italia, una volta atterrato ha commentato: “Siamo venuti per ricambiare gli aiuti ricevuti poco tempo fa dall’Italia”.“Con questo ci auguriamo di poter aiutare per combattere questa battaglia contro il virus. Abbiamo portato con noi 31 tonnellate di materiali. In questo modo, ci auguriamo di poter aiutare l’Italia a combattere questa battaglia e a vincerla. Siamo riusciti in pochissimo tempo a raccogliere tutti i materiali necessari. Il percorso per venire qui non è stato facile, abbiamo preso un volo ad hoc dalla Cina a Roma. Abbiamo portato anche la settima versione della soluzione clinica contro il Covid 19, la versione più aggiornata in questo momento, e quella del piano di controllo e prevenzione del virus. Sono risultati che sono il frutto del duro lavoro dei nostri colleghi cinesi e ci auguriamo che possano essere utili all’Italia”.


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